Monday, June 11, 2007

Cellule staminali totipotenti da cellule adulte della pelle ?

Una equipe di ricercatori del Whitehead Institute for Biomedical Research (MIT, Boston), avrebbe dimostrato la possibilità di far "regredire" cellule staminali adulte, prelevate dalla pelle di topi da laboratorio, fino a farle divenire totipotenti come le staminali embrionali.

La ricerca, sostenuta dal National Institutes of Health, è stata effettuata su animali, e se confermata e soprattutto se confermasse analoghi risultati per gli esseri umani potrebbe aprire nuove possibilità all'utilizzo delle staminali, rendendo non necessario l'utilizzo delle staminali embrionali.


Link Nature
full text - Link La Stampa – Link La Repubblica

Sunday, June 03, 2007

Si torna a parlare in Italia di RU-486. Quali i rischi se venisse approvata

Dopo la pubblicazione, da parte dell'ADUC (link) di ipotesi di liberalizzazione da parte dell'Agenzia europea del farmaco (Emea), della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, Zenit ha intervistato la professoressa Assuntina Morresi, autrice insieme ad Eugenia Roccella del libro “La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru-486”.

In realtà, ha dichiarato la Morresi, “l'Emea non ha dato il via libera alla Ru-486, che già viene commercializzata liberamente in molti paesi d'Europa. L'ente farmacologico europeo ha esaminato, e approvato, la richiesta francese di diminuire le dosi utilizzate di mifepristone, il principio attivo della Ru-486.”

Questa tecnica abortiva, oltre agli elevati rischi, dimostra una deriva morale, per superare la quale è necessario “costruire insieme una cultura dell'accoglienza e della cura, l'unica che nel tempo può realmente sconfiggere la piaga dell'aborto, riducendone i numeri”.

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Zenit

Monday, May 28, 2007

Zenit: un intervento di Renzo Puccetti su aborto ed eutanasia

Per la rubrica di Bioetica, Zenit pubblica un intervento del dottor Renzo Puccetti, Specialista in Medicina Interna e Segretario del Comitato “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno.

Per Puccetti, aborto ed eutanasia hanno tra loro molto più analogie di quanto si possa pensare.

Entrambi sono espressioni di quel "libertarismo bioetico in cui su tutto deve prevalere il diritto alla libera scelta, ora della donna di poter accettare o respingere il concepito, ora di ciascuno di poter scegliere di porre fine alla propria vita, indipendentemente dai motivi sottesi alla scelta, quali espressioni di auto-determinazione sul proprio corpo."

Del resto, lo stesso "aborto volontario può in questo senso essere definito come un’eutanasia commissiva su un essere umano non consenziente".

Puccetti cita anche il caso del tragico "aborto terapeutico" di Firenze, in cui si è ucciso per presunte patologie un bimbo che in realtà era perfettamente sano, e della tendenza a "reificare la vita umana, renderla estranea alla persona che così, invece di essere anche il proprio corpo, cambia e finisce per avere il proprio corpo; il corpo diventa un oggetto, per di più sciupato, irrimediabilmente difettoso, buono solo per essere buttato via. Quanto poi sia facile passare dal potere al dovere buttar via questo corpo è testimoniato dalle cifre impressionanti di bambini portatori di anomalie cromosomiche soppressi mediante la procedura abortiva."

Il prossimo 16 giugno si svolgerà a Pisa un convegno su questi temi. Link

Link Zenit

Saturday, May 26, 2007

Mons. Angelo Bagnasco: Anche nella fase embrionale, o quando non è più cosciente di sé, l'essere umano “resta persona degna di rispetto e di diritto”

“La concezione della persona è un’acquisizione della teologia cristiana che trova delle anticipazioni nella filosofia greca. Ne viene colta tutta la bellezza e dignità fino a far affermare a San Tommaso che la persona è ciò che vi è di più perfetto in tutta la natura”. Così si è espresso Monsignor Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, nel corso della sua prolusione alla 57a Assemblea Generale dei Vescovi Italiani, tenutasi a Roma il 21 maggio scorso.

“La persona non è una fase della vita umana, ma è la 'forma' in cui l’uomo è uomo. Per questo, anche quando la persona non ha ancora sviluppato e attuato le sue capacità o perde coscienza di sé, resta persona degna di rispetto e di diritto”. La dignità dell'uomo “è dunque intrinseca e incancellabile qualunque siano le circostanze di vita”.

Link Zenit - Korazym

Il Prof. Noia, all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum: la diagnosi prenatale deve servire per curare, e non per sopprimere feti con patologie

Una visione distorta e purtroppo maggioritaria della medicina, ha affermato il Prof. Giuseppe Noia durante la giornata di studio del 17 maggio scorso, organizzata dalla facoltà di Bioetica dell'Ateneo, considera “il feto malformato” “una vita sbagliata”, “una minaccia per la società, per cui” si ritiene “giusto che queste vite vengano fermate mediante l’aborto selettivo ed esso si può attuare con le tecniche diagnostiche”.

In realtà, “La diagnosi prenatale così intesa – utilizza un falso concetto di prevenzione: vedere per eliminare, mentre la sua finalità etica è vedere per curare”.

E' necessario che “il bene prezioso della vita sia difeso e amato, e perché il dolore e la sofferenza vengano leniti dall’accoglienza e dalla professionalità degli operatori del mondo medico che attuano una medicina condivisa, una medicina che non dice solamente 'io ti curo', ma dice soprattutto: 'io mi prendo cura di te'”.

All'evento hanno partecipato il Rettore dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum,
Padre Pedro Barrajón, L.C., il Prof. Massimo Losito, il Prof. Carlo Valerio Bellieni, e Giuliano Ferrara link pagina SRM

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Zenit

Friday, May 25, 2007

Sviluppare medicine adatte ai bambini e rendere le cure disponibili per tutti, per combattere l'AIDS in Africa

Questo il senso degli interventi dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra.
Intervenendo alla LX Assemblea Mondiale della Salute (dal 14 al 23 maggio), Mons. Tomasi ha rammentato come Papa Benedetto XVI abbia affermato “il bisogno di implementare la giustizia sociale nell’importante settore della cura e dell’assistenza, e quindi di assicurare una giusta distribuzione delle risorse per la ricerca e la cura”.

E' un problema gravissimo, che impedisce alla maggior parte dei malati la possibilità di cure, ed ancora più grave per i bambini, per i quali è garantita una copertura che “è circa la metà di quella raggiunta per i sieropositivi adulti”.

Ma anche quando quando i presidi medico-sanitari sono garantiti, i bambini “muoiono per malattie curabili negli adulti ma per le quali non sono ancora stati sviluppati per uso pediatrico appropriati dosaggi e formulazioni”.

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Zenit 1 - Zenit 2

Thursday, May 24, 2007

Project Rachel per aiutare le donne a superare l'aborto

Dal 1984 Project Rachel, fondato da Victoria Thorn, aiuta le donne a superare le sofferenze psicologiche dopo gli aborti.

Operante in 170 Diocesi degli Stati Uniti, e in altri paesi, il progetto sta ampliando le sue sedi e le sue attività. Lo scorso 18 maggio si è tenuto a Roma un corso sugli strumenti educativi del progetto, organizzato dagli studenti Pontificia Università Lateranense del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma, e della Comunità dell’Emmanuele.

Victoria Thorn, intervistata da Zenit, ha dichiarato che “La Chiesa è qualificata in modo unico per affrontare la questione di guarire i milioni di donne che soffrono per il dolore e la colpa associati alla più comune operazione chirurgica per la donna”. Una sofferenza aumentata dal senso di colpa, perchè, “anche se una donna è stata costretta ad abortire con una pistola puntata alla testa, si sentirà sempre colpevole. Come donna, realizza che il suo compito era proteggere il suo bambino e che non l’ha fatto”.

Con una stima dell'OMS che quantifica nel mondo tra i 30 e i 50 milioni di aborti l'anno, oltre alla tragica dimensione di tale fenomeno, si comprende quanto sia necessario attuare interventi a sostegno di donne e uomini coinvolti in una interruzione di gravidanza.

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Zenit - Fides - Korazym
PC

Tuesday, May 22, 2007

Mons. Sgreccia: gli embrioni chimera offendono la dignità umana

La recente decisione del Governo Britannico di autorizzare la sperimentazione su embrioni ibridi umano-animali (i cosiddetti embrioni chimera, con materiale genetico umano ed animale), fortemente criticata dagli stessi ambienti scientifici britannici, sembra sia passata quasi inosservata da parte dei media, se si escludono gli organi di informazione Vaticani e Cattolici, e la posizione neutra di Repubblica.

Dura è stata la condanna da parte di Mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Intervistato da Radio Vaticana, Mons. Sgreccia ha dichiarato che “La creazione di un ibrido uomo-animale è una frontiera che è stata finora da tutti – e non soltanto dalle associazione religiose – bandita dal campo delle biotecnologie. E questo proprio perché la dignità umana viene compromessa, offesa e si possono creare poi delle mostruosità attraverso queste fecondazioni. E’ vero che questi embrioni vengono poi soppressi, le cellule vengono prelevate, ma in ogni caso la creazione di un essere uomo-animale, rappresenta appunto una frontiera violata nel campo della natura, la più grave. La condanna morale deve perciò essere piena, in nome anzitutto della ragione e in nome stesso della giustizia e della scienza, che deve essere mantenuta a beneficio dell’uomo e a rispetto della natura umana.”

Links:
Radio Vaticana 18mag - Zenit 18mag - Avvenire prima pagina - Avvenire articolo

Zenit - Tecnoetica: oltre il paradosso di una tecnologia antiumana

Zenit pubblica in due parti una intervista sul rapporto tra uomo e tecnologia, a don José M. Galvan, Docente di Teologia Morale presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce, a Roma. Per Don José Galvan è necessario “un nuovo rapporto tra uomo e macchina”. “l'umanità è tecnologica per natura. La dimensione tecnica non è una aggiunta all'uomo, ma forse uno degli elementi centrali in cui l'uomo si distingue dagli animali”.

La tecnologia non è in sé buona o cattiva, ma è necessaria una giusta “'autocomprensione dell'uomo” , ed una “corretta antropologia”. In tal modo, rifiutando anche i tentativi di sostituire la religione con la tecnica, la tecnologia “non trionferà” schiacciando l'uomo, ma “finirà per essere in qualche senso assunta dall'essenza storica dell'uomo e servire alla sua realizzazione teleologica: più la tecnologia si sviluppa, più essa si nasconde e si manifesta la persona”.

Links:
Zenit I - Zenit II

Monday, April 30, 2007

Monsignor Sgreccia: Sul diritto alla vita “non c’è spazio per il compromesso”

Intervistato dalla rivista “Consulente Re”, il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, con riferimento alla XIII Assemblea generale della Pontificia Accademia, ha dichiarato che "il punto più delicato e nel contempo decisivo per la difesa della vita in una società democratica, è la coscienza del cittadino”; “perciò è sempre più necessario che la coscienza sia ben informata, vera, retta e certa”.

Partendo da tali considerazioni, era stato scelto di intitolare la XII Assemblea, svoltasi in Vaticano il 23 e il 24 febbraio, “La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita”.

Un elemento fondamentale, in un “mondo fortemente secolarizzato", quale quello in cui i cristiani vivono, è quindi “la formazione delle coscienze", "un compito ineludibile”.

“Formazione" che "non si improvvisa, è un cammino lungo e per niente facile in un mondo prevalentemente segnato da una cultura indifferente o addirittura ostile ai valori cristiani”.

Anche per questo, ha sottolineato Mons. Sgreccia, facendo anche riferimento al Family Day (il 12 maggio prossimo - link) è importante sostenere le famiglie, che devono essere “valorizzate e aiutate dalla comunità cristiana a espletare il proprio compito educativo”.

E tra i principali valori che devono essere trasmessi, vi è proprio il diritto alla vita, sul quale "o si è a favore o si è contro. Non c’è spazio per il compromesso. Il politico cristiano può soltanto, costretto a scegliere tra due leggi sullo stesso argomento – una pessima e l’altra che limita il danno – appoggiare la seconda, mettendo in chiaro che essa rappresenta il danno minore”.

Link Zenit

Link Consulente Re

Saturday, April 14, 2007

I Vescovi portoghesi criticano la depenalizzazione dell'aborto: il diritto alla vita è “diritto fondamentale di tutte le persone”

È stata purtroppo approvata e promulgata in Portogallo la legge che depenalizza l'aborto, nonostante fossero molte, non solo da parte cattolica, le obiezioni e le posizioni contrarie.

Mons. Jorge Ferreira da Costa Ortiga, arcivescovo di Braga e presidente della Conferenza episcopale portoghese, intervistato per Radio Vaticana da Debora Donnini, ha ribadito la disapprovazione di questo provvedimento, appellandosi ai medici cattolici e a tutti coloro che si sono opposti, cattolici e non, invitando a non ricorrere all'aborto, ad informare soprattutto le donne sulle conseguenze dell'aborto e sulle possibili alternative, quali l'adozione, e a dimostrare l'inutilità di questa legge, in nome del “diritto alla vita”, “il primo diritto, il diritto fondamentale di tutte le persone”.

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Radio Vaticana
PC

Friday, April 13, 2007

Testamento biologico. Un convegno internazionale, riflessioni e molti dubbi

Il Convegno Internazionale
Si è svolto il 29 e 30 marzo scorso il convegno internazionale “Testamento biologico: le dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari”, organizzato dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. Tra i partecipanti al Convegno, aperto dal Ministro della Salute Livia Turco e a cui ha presenziato anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha partecipato anche il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della Salute, il quale ha messo in guardia contro i rischi di derive eutanasiche, affermando la eventuale necessità di chiarire e fissare alcuni riferimenti, tra cui l'esclusione dell'idratazione e alimentazione dall'ambito degli accanimenti terapeutici, e ha ribadito che il testamento biologico ''dovrebbe inoltre essere molto flessibile; cioè non dovrebbe essere redatto una volta per sempre''.
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Gazzetta del Mezzogiorno



I dubbi della CEI e del Vaticano
Sul tema del testamento biologico, vi sono forti perplessità della CEI e del Vaticano, proprio per i rischi di giungere a riconoscere o comunque autorizzare varie forme di eutanasia, mascherate da interruzioni di accanimento terapeutico.
Nei giorni scorsi, il 3 aprile, il segretario della CEI, Mons. Giuseppe Betori, aveva espresso preoccupazione che "un eventuale disegno di legge dovesse aprire a una eutanasia di fatto. Il rischio maggiore riguarda il concetto della cura della persona, cioe' la possibilita' di rinunciare all'alimentazione e l'idratazione che aprirebbe la strada all'eutanasia di carattere passivo".
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La Stampa


Il dissenso e i timori dei medici Cattolici
Nei giorni scorsi il Prof. Francesco D’Agostino, presidente onorario del Comitato Nazionale di Bioetica, ha dichiarato a Radio Vaticana il timore che dietro le ipotesi di disegno di legge sul testamento biologico vi sia la volontà di introdurre forme di eutanasia.
Definendo il testamento biologico come vincolante, vi sarebbe poi “anche la pretesa di vincolare il medico a praticare l’eutanasia, se questo fosse contemplato esplicitamente nel testo del testamento biologico” e sarebbero quindi negate le possibilità di obiezione di coscienza.
Si tratta di ipotesi inaccettabili, ha ribadito D'Agostino, senza cadere nell'errore “di pensare che si tratti di una battaglia confessionale o religiosa: assolutamente no!”. In realtà, “è una battaglia per la difesa della medicina e per la difesa della vita, per due principi che sono intrinsecamente laici e non vanno assimilati a principi religiosi.”
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Radio Vaticana


Un convegno dell'Associazione Medici Cattolici Italiani
Giovedi 12 aprile, la sezione regionale Lombardia dell'Associazione Medici Cattolici Italiani ha organizzato un convegno proprio sul tema del testamento biologico.
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Vita

Tuesday, April 10, 2007

La Santa Sede al Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra ha rammentato che “il primo diritto dei minori è quello di nascere”

Questo il messaggio dell’intervento dell’Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, il 23 marzo scorso.

Monsignor Tomasi, esprimendo le posizioni della Chiesa Cattolica, ha sottolineato come la “Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia attribuisce ai bambini i diritti fondamentali della persona, avendo il bambino la stessa uguaglianza e dignità dell'adulto”. Allo stesso tempo, però, “a molti bambini è negato il diritto alla vita; le selezione prenatale elimina sia i bambini che rischiano di nascere con una disabilità e sia le bambine, solo a causa del loro sesso, negando così il valore medesimo ed intrinseco delle persone disabili e delle bambine ad essere membri della famiglia e della società”.

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Zenit

Monsignor Sgreccia : “il genoma è patrimonio dell’individuo”

Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Elio Sgreccia, ha riaffermato che la persona umana è un “soggetto” e non un “oggetto”, e che “il genoma è patrimonio di ciascuno”; “è necessaria una bioetica che avverta del significato” di tutte le applicazioni della biotecnologia tese appunto ad oggettivizzare la persona, non definendo “la titolarità dei diritti rispetto al genoma”, e non chiarendo se l’obbligo di non discriminazione “vale anche per l’embrione o solo per la persona adulta” o addirittura tentando di “ricostruire diverse specie umane”.

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Zenit

Il rifiuto della terapia. Informazioni e qualche chiarimento su Zenit

Le risposte alle domande di un lettore su rifiuto e sospensione della terapia, da parte della Dr.ssa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum .

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Zenit

Il dramma del bimbo di Firenze, abortito per una diagnosi errata, rimette in discussione l’aborto

Aumentano le proteste contro il tragico caso di Firenze, dove il piccolo Tommaso è morto in seguito ad un aborto cosiddetto “terapeutico”, deciso in seguito ad una presunta malformazione, rivelatasi poi un errore di diagnosi. Un caso tragico, che sta suscitando molte proteste contro tale pratica e contro le applicazioni distorte della legge 194.

Sul caso si sono espressi tra gli altri l’Associazione “Scienza e Vita”, il Movimento per la Vita e, nell'edizione dell’11 marzo, “L’Osservatore Romano” .

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Zenit

Tuesday, March 27, 2007

La Neuroetica

La Neuroetica

Un articolo della Dr.ssa Adriana Gini *1 *2

Non si preoccupi chi non la conosce, perché la neuroetica è disciplina nuovissima. C'è chi non la riconosce come tale e preferisce considerarla, piuttosto, un nuovo settore della ben nota bioetica.


Tenterò di tracciarne una breve storia.

Il termine neuroetica, in inglese neuroethics, è stato usato per la prima volta durante un convegno organizzato nel maggio del 2002 al Golden Gate Club di San Francisco, in California, dove più di 150 tra neuroscienziati, psichiatri, bioeticisti, filosofi, sociologi, giuristi, politici e un vasto pubblico si erano dati appuntamento per discutere sulle implicazioni delle nuove scoperte delle neuroscienze. Durante il convegno, intitolato: “Neuroethics mapping the field” [1]
, in italiano, “la Neuroetica definisce il suo campo”, gli esperti hanno affrontato vari temi e hanno cercato di “strutturare” la recente disciplina, com’è costume del pensiero razionalista anglosassone. Esaminiamo alcune delle definizioni.

Adina Roskies, filosofa del Dartmouth College of Medicine, nel New Hampshire, Stati Uniti, definisce la neuroetica come l'etica delle neuroscienze e le neuroscienze dell'etica.

William Saffire, opinionista politico del New York Times ed attuale Presidente della Dana Foundation, al quale si deve l'aver coniato questo termine, afferma: “La neuroetica si occupa della valutazione di ciò che è giusto o sbagliato, buono o cattivo circa il trattamento, il perfezionamento o l'invasione indesiderata e la preoccupante manipolazione della mente umana... ha che fare con la nostra coscienza, la nostra identità e pertanto è una questione fondamentale.

Michael Cazzaniga, neuroscienziato, nel suo libro intitolato “The Ethical Brain" [2]
, sostiene: “La neuroetica rappresenta la valutazione del nostro modo di rapportarsi con le implicazioni sociali delle malattie, l'anormalità, la mortalità, lo stile di vita e la filosofia dell’esistenza, conoscendo i meccanismi cerebrali sottostanti”.

Per Judy Illes, Direttrice del Programma di Neuroetica presso il Centro di Bioetica Medica della Stanford University, in California, “ La neuroetica è una disciplina che pone fianco a fianco l'esplorazione e le scoperte nel settore della neurobiologia, con il sistema valoriale umano”.

Non c'è dubbio che questa definizione è da preferire perché si avvicina ad una visione cristiana della vita. Judy Illes ... segue
link



*1
La Dr.ssa Adriana Gini è medico Neuro-radiologo, con licenza in Bioetica, ed attualmente è dottoranda di ricerca in Bioetica presso la Facoltà di Bioetica dell'UPRA; la dottoressa Gini ha tenuto una lezione su "Bioetica, Neuroetica e Privacy" (link), l'8 marzo 2007, nell'ambito del Master in Bioetica.

*2
Ha collaborato all'articolo Alfredo Fuentealba Villa, laureando in medicina presso l'Universitá Cattolica de la Santisima Concepcion (Concepcion, Cile).

Monday, March 19, 2007

I Vescovi Usa : l’estrazione di ovuli è sempre pericolosa per la salute delle donne e può portare a forme di sfruttamento commerciale

Deirdre McQuade, direttore della pianificazione e dell’informazione del Segretariato per le Attività Pro-Vita, ha espresso preoccupazione per i “rinnovati sforzi del Congresso per finanziare la ricerca sulle cellule staminali che distrugge gli embrioni nel nome della ricerca di cure”, e per il rischio che tali ricerche possano portare a “creare un elevato numero di embrioni (con FIV o clonazione) solo per la ricerca medica” . In tale ipotesi, molte donne potrebbero finire con l’essere trattate e sfruttate commercialmente “come produttrici di ovuli”, soprattutto tra le classi disagiate.

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Zenit 11.03.07

Thursday, March 15, 2007

Un caso di eutanasia in Spagna. La condanna delle autorità religiose spagnole

Un caso di eutanasia sta dividendo la Spagna. Il 14 marzo scorso, con il distacco del respiratore artificiale, è stata interrotta la vita di Inmaculada Echevarría, sofferente di distrofia muscolare progressiva, da dieci anni immobilizzata nel suo letto. Si è trattato di un caso analogo a quello di Piergiorgio Welby, sia per la controversia nel valutare la sua situazione (per le autorità civili della regione si trattava di un caso di interruzione di accanimento terapeutico, mentre le autorità religiose erano divise), sia per il clamore e l’uso mediatico della vicenda.

Il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo di Siviglia, ha dichiarato che “si è fatto di questo caso un utilizzo ideologico e commerciale da parte di qualche mezzo di comunicazione”.

Anche l’Arcivescovo di Granada, Monsignor Francisco Javier Martínez, ha deplorato la decisione, affermando che è stata una decisione “terribile”, “sbagliata” e che “presuppone una grande sofferenza”.

Il Cardinale Antonio Canizares, vicepresidente della Conferenza Episcopale spagnola, nei giorni precedenti, aveva condannato l’ipotesi di interruzione della respirazione assistita, dichiarando che “L’eutanasia è sempre illegittima è un attentato alla dignità e alla vita umana”

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Zenit

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Monday, March 12, 2007

Gli errori degli aborti "terapeutici"

Un caso recente a Firenze ha dato in questi giorni una drammatica conferma di quanto la pratica dell' aborto "terapeutico", oltre che moralmente inaccettabile, sia scientificamente inattendibile e legata alla indeterminabilità di troppe variabili.

Una coppia, dopo un'amniocentesi al quinto mese di gravidanza, che indicava gravi malformazioni nel feto, ha deciso di praticare un aborto cosiddetto "terapeutico".

Subito dopo l'aborto stesso, all'Ospedale Careggi di Firenze, si è però svelata la realtà: il bambino non aveva alcuna malformazione. L'equipe di medici ha provveduto a rianimarlo (una procedura ordinaria in casi come questi). Il neonato ha lottato per la vita per pochi giorni ed è poi morto. Una commissione ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.

Otto e Mezzo (LA7) ha dedicato uno speciale alla vicenda.

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Otto e Mezzo
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Il Foglio – Il Corriere della Sera
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