Thursday, October 09, 2008

Models of Bioethics, Fernando Pascual, L.C.

Models of Bioethics, Fernando Pascual, L.C.

Nuova pubblicazione Master in Scienza e Fede, per la STOQ Project Research Series, 7


Libreria Editrice Vaticana;

ISBN: 978-88-209-8038-2;

pagg. 153 - formato: 17x24, agosto 2008, €8,50

link
scheda, SRM - scheda, Master

Monday, October 06, 2008

Per Mons. Rino Fisichella la ricerca scientifica deve essere libera, ma non libertaria

Questo uno dei concetti chiave dell'intervento di apertura del presidente della Pontificia Accademia. “La scienza - ha affermato mons. Fisichella - è “una conquista positiva”, e “per definizione, è conoscenza certa”, e può rendere “la vita più umana”. “Il problema – ha spiegato - non è la scienza in quanto tale, ma l’uso che si fa delle sue scoperte”

Wednesday, July 09, 2008

Le idee del pubblico sulle cellule staminali “non dipendono dai fatti”, ma da convinzioni personali ?

Questo sembrerebbe essere il risultato di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’University of Wisconsin-Madison guidati da Dietram A. Scheufele.
Lo studio, durato due anni, e segnalato dall’ International Journal of Public Opinion, mostrerebbe che le convinzioni delle persone sulla ricerca sulle cellule staminali non dipendano da maggiore o minore informazione ma dalle proprie idee e orientamenti religiosi o etici.

Una costante che sarebbe valida sia per chi per motivi religiosi o d'altra natura rifiuta ad esempio la sperimentazione su embrioni umani, sia per chi invece si mostra a favore, indipendentemente quindi dal livello di informazione e conoscenza personale sull'argomento.

Scheufele parla anche di “una porzione di pubblico - più piccola – che tende a credere a qualsiasi informazione giunga da uno scienziato per pura deferenza”. Anche in questo caso, “i dati influiscono relativamente sul giudizio”.

E
le conclusioni sembrano orientare su un'azione decisiva dei valori, più che delle informazioni ricevute.

Al di là dell'orientamento e delle convinzioni di ciascuno, viene quindi da chiedersi la fondatezza dell'argomento della razionalità o ragionevolezza delle posizioni a favore della ricerca sulle staminali embrionali, argomento spesso portato a sostegno dai fautori di tali forme di sperimentazione.

Fonte. Ho SS, Brossard D, Scheufele DA. Effects of Value Predispositions, Mass Media Use, and Knowledge on Public Attitudes Toward Embryonic Stem Cell Research. International Journal of Public Opinion 2008; 20: 171-192; doi:10.1093/ijpor/edn017.

Link Il Pensiero Scientifico Editore

Tuesday, June 17, 2008

José María Simón de Castellvi (FIAMC) : le basi comuni di una Bioetica condivisa

In un interessante intervento pubblicato da Zenit nei giorni scorsi, il Dr. José María Simón de Castellvi, Presidente della Federazione Internazionale delle Associazioni Mediche Cattoliche (FIAMC), osserva come sia tuttora difficile ipotizzare “un codice di bioetica valido per tutta l'umanità e accettato dalla grande maggioranza”.

Tale situazione è dovuta in parte alle “differenze che ci sono tra gli uomini che lavorano nel campo della bioetica”, in parte al fatto che “non esiste neanche un accordo per definire quali sono i limiti della propria Bioetica”, né di tutte le “discipline e scienze che sono sorte intorno della stessa”, come ad esempio la “Bio-giustizia (prof.ssa Vilacoro)”.

Partendo da questi presupposti, il Presidente della FIAMC analizza alcuni dei principi basilari di etica e bioetica, comuni a tutti gli esseri umani.
Ad esempio la concezione universale dei Diritti Umani, “codificati” nella loro essenza dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 10 dicembre 1948, e che “non si sono creati ex novo, ossia dal nulla, ma rispondono a una tradizione secolare”, che “si addentra nella profondità dei tempi della Storia”.

Diritti che sembrano così connaturati agli esseri umani, da pensare possibile “che la sostanza dei Diritti Umani sia più profonda ossia che si incontri nei geni, e si può chiamare legge naturale.”

Una “legge naturale morale” che coincide con “la capacità della ragione umana di conoscere e aderire alla verità” e con la quale nessun professionista è tenuto a confrontarsi come i medici; perchè, spiega, “anche quando la legge naturale non coincide esattamente con le leggi biologiche, sappiamo che se facciamo errori di comprensione i nostri pazienti staranno male”. Una legge “introdotta da Dio nella natura” e che “ha avuto un antecedente nel linguaggio umano”, ovvero nei Dieci Comandamenti.

Link
Zenit

Thursday, May 15, 2008

Le nuove linee guida sulla legge 40 per la procreazione assistita. Un “blitz” per deregolamentare?

Il 30 aprile scorso, il Ministro della Salute Livia Turco pubblicava sulla Gazzetta Ufficiale le nuove linee guida sull'applicazione della Legge 40 che regola la procreazione medicalmente assistita. Questo tempestivo atto, per alcuni incongruo e in contrasto con la stessa volontà popolare, espressa nel referendum sulla procreazione assistita, sta suscitando numerose polemiche, soprattutto per i rischi di eugenetica che ne potrebbero derivare.

Per il presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini, "l'interpretazione della legge è compito dell'autorità giudiziaria e non di quella amministrativa", e appare "singolare che l'emanazione di un documento di rilevante importanza politica venga fatta da un Ministro destinato a lasciare il suo incarico tra pochi giorni".
Per l'A.M.C.I., l'associazione dei medici cattolici, “le diagnosi preimpianto - al di là di quanto scritto nelle linee guida – rimangono” comunque “una porta aperta verso l'eugenetica".

Zenit pubblica un articolo di analisi, e anche l'articolo di Lucetta Scaraffia, Vicepresidente dell'associazione “Scienza & Vita”, che era stato pubblicato dall'Osservatore Romano nel numero del 2-3 maggio scorso.

Link
articolo Zenit
Articolo Osservatore Romano :
SRM - Zenit

Thursday, January 10, 2008

Nuovo sito web SRM

Come avevamo anticipato, abbiamo realizzato e pubblicato la nuova versione base del sito web SRM – Science and Religion in Media.

Il sito, in fase di completo aggiornamento, oltre ad essere più semplice e di più immediata lettura, avrà a breve funzioni di ricerca sui blog, le news e all'interno del sito stesso, ed è stato modificato graficamente.

Indirizzo (www.srmedia.org) e contatti restano invariati, mentre i blogs a breve saranno aggiornati ed integrati all'interno del sito, strutturati come News SRM.

Nei prossimi giorni invieremo un messaggio con le indicazioni delle modifiche attuate e della struttura del sito. Vi preghiamo di inviarci eventuali segnalazioni, commenti o suggerimenti all'indirizzo direttore@srmedia.org, oppure info@srmedia.org.

Link: www.srmedia.org


P. Rafael Pascual
Dean of School of Philosophy, and Director of Science and Faith Diploma
Program

Paolo Centofanti
Director of SRM - Science and Faith Diploma Program

Friday, January 04, 2008

2007. L'anno delle staminali da cellule adulte “riprogrammate” ?

Una delle più importanti scoperte del 2007, e forse in assoluto, è la possibilità di riprogrammare cellule epiteliali adulte, fino a farle “regredire” ed ottenere così delle cellule pluripotenti.

Nel caso i successivi test dimostrassero l'assoluta funzionalità ed affidabilità di tale metodo, diverrebbe inutile ogni sperimentazione sugli embrioni, sarebbe possibile produrre staminali in quantità illimitate, e si aprirebbero nuove possibilità terapeutiche, fino a pochi anni fa impensabili. Sostituzioni di tessuti danneggiati in eseguito a traumi e patologie, terapie per patologie neurologiche, cardicahe e tumorali, sono solo alcune delle possibilità.

Non è un caso che Science (che però è purtroppo da sempre favorevole alla ricerca sulle staminali embrionali) abbia inserito la scoperta nella propria ideale “classifica” (pubblicata annualmente) delle scoperte più importanti dell'anno appena trascorso.

Link Science

Sunday, December 02, 2007

Staminali embrionali da cellule della pelle. Una nuova tecnica messa a punto da ricercatori USA e Giapponesi

E il “padre” di Dolly abbandona la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Una notizia, nella settimana appena trascorsa, ha acceso nuove speranze nella ricerca sulle cellule staminali, e nelle possibilità di terapie da esse sviluppabili. Le cellule umane utilizzate in questa tecnica sono cellule della pelle, “riprogrammate” e “modificate” in cellule staminali embrionali, e con le stesse caratteristiche di pluripotenza, nello sviluppo dei tessuti.

La tecnica è stata sviluppata presso il Genome Center dell'Universita' di Wisconsin-Madison, da un team di scienziati diretti da Junying Yu, all'interno del laboratorio di James Thomson, uno dei “padri” delle cellule staminali embrionali.

Mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha affermato a Radio Vaticana che questa tecnica, nel caso sia convalidata, è“storica”, e che grazie ad essa non ci sarà più bisogno di fare ricorso agli embrioni né alla clonazione cosiddetta terapeutica, e nemmeno a ricerche come quelle sugli embrioni ibridi, nonostante vi fossero “già degli indizi per cui sulle cellule staminali adulte si ottenevano dei risultati e sulle cellule staminali embrionali non si otteneva niente”.

Altri pareri, come quello del Professor Angelo Vescovi, concordano nel considerare “una svolta” questa nuova tecnica, in attesa che venga confermata definitivamente.

E sembra non sia un caso che Ian Wilmut, “padre” di Dolly, la prima pecora clonata, abbia deciso di abbandonare le ricerche sulla clonazione a scopo terapeutico.

Link
ADUC - Radio Vaticana

Wednesday, November 28, 2007

STOQ Conference '07: “Ontogeny and Human Life”

Si è svolto dal 15 al 17 novembre il Congresso Internazionale STOQ ’07, sul tema “Ontogenesi e Vita Umana”

Aperto il 15 novembre con la presentazione di P. Pedro Barrajón LC, Rettore dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che ha organizzato e ospitato il Congresso, e con le relazioni introduttive di S.E. Monsignor Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e di S.E. Monsignor Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, il Congresso ha affrontato gli aspetti biologici, biomedici, filosofici e teologici, bioetici e giuridici dell'Ontogenesi e dell'embrione.

Attualmente SRM ha pubblicato Newsletter Speciali, pagina abstracts singoli, e a breve pubblicherà alcune interviste. Zenit ha pubblicato due articoli.


Links:


Monday, November 05, 2007

Conferenza Stampa per la STOQ ’07 International Conference “Ontogeny and Human Life”

Martedi 6 novembre 2007, alle ore 11.30, si svolgerà presso la Sala Stampa della Santa Sede la presentazione del Congresso internazionale "Ontogenesi e vita umana".

Interverranno:
S. Ecc. Rev.ma Mons. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura.
Pietro Ramellini, Docente del Master in Scienza e Fede (Ateneo Pontificio Regina Apostolorum).
Giuseppe Noia, Docente di Medicina dell'Età Prenatale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Padre Rafael Pascual, Decano della Facoltà di Filosofia dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum e Direttore del Master in Scienza e Fede.

Link
Conferenza - STOQ

Sunday, October 21, 2007

Intervista al Rabbino Capo di Roma, Professor Riccardo Di Segni

Abbiamo intervistato il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, il Professor Riccardo Di Segni, sul rapporto tra Bioetica, informazione e media.

Come valuta l'informazione sui temi bioetici in generale e il modo in cui i media presentano questi temi ?

I temi di bioetica coinvolgono molto intensamente ed emotivamente il pubblico; si pensi ad esempio alle discussioni se sia legittimo a una donna violentata abortire; alla fecondazione artificiale; su alcune prospettive, come la clonazione; sono tutti temi che interessano, e anche preoccupano.

L'informazione c'è, ma la mia impressione è che, molto spesso, questa informazione non sia sufficiente.

Un esempio c'è stato in Italia con il referendum sulla fecondazione artificiale.

Uno dei motivi per cui poche persone sono andate a votare, probabilmente è che le persone non capivano di cosa si stesse parlando. In realtà è molto difficile spiegare i dettagli di questi problemi a un pubblico che è emozionalmente coinvolto, però magari non arriva fino in fondo; e quindi c'è una oggettiva difficoltà di comunicazione. E poi ci sono gli schieramenti, che sono un altro problema. C'è, su alcuni temi, una opposizione, tra alcune visioni religiose e alcune visioni non religiose, che a seconda di chi presenta queste tematiche, molto spesso è vissuta in termini molto coinvolgenti, che non sono quelli che dovrebbero essere preliminari a una corretta comprensione del problema.

Friday, September 21, 2007

Disinformazione, e tentativi di giustificazione, morale e filosofica, sull'eutanasia neonatale e pratiche quali la partial birth abortion

Pubblichiamo una parte di una intervista Zenit a Carlo Valerio Bellieni, Neonatologo, Dirigente del Dipartimento Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Universitario "Le Scotte" di Siena.

Bellieni interverrà a novembre al Congresso Internazionale STOQ “Ontogeny and Human Life” (
link), con un intervento su “L’ambiente della fecondazione: conseguenze a lungo termine”

Il Congresso si svolgerà presso l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, dal 15 al 17 novembre. (
link programma)

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Il dibattito sui cosiddetti “embrioni chimera”, gli embrioni ibridi umano-bovino, per i quali in Gran Bretagna è stata autorizzata la sperimentazione, ha messo un po' in secondo piano, sulla scena mediatica, altri aspetti inaccettabili e a dir poco preoccupanti, per la difesa della vita, della ricerca e della pratica medica.

Si discute da tempo ormai o si praticano persino forme di eutanasia neonatale, di partial birth abortion, pratiche che non solo ripugnano alle nostre coscienze, ma che sono anche frutto e strumenti di evidenti tentazioni eugenetiche.
Per Bellieni, assistiamo ad una costante disinformazione su questi argomenti, tentativi pretestuosi di giustificazione.

“Da una parte non si vuole riconoscere che il feto sia una persona. E tra un po' non si vorrà nemmeno riconoscere che il bambino è una persona.”
Il tentativo di “tenere questi stadi della vita ad un livello di serie b,”, è finalizzato a “giustificare l'interruzione di gravidanza, l'interruzione delle cure del neonato, depenalizzare l'infanticidio, etc. .”

Si cercano quindi “pretesti, basi filosofiche, che però ovviamente non si trovano” , perchè vengono presentate affermazioni “che cozzano contro lo stesso buon senso, contro la realtà.”

Siamo quindi al paradosso, conclude Bellieni, di muoverci verso i rischi di un futuro tragico, che però sembra più un ritorno al passato, al diritto di vita e di morte del pater familias nell'antichità (o peggio).

Al paradosso per cui ci si scandalizza quando i media ci mostrano un bambino morto, al lato della strada, e non si considerano allo stesso modo gli infanticidi commessi con eutanasia, partial birth abortion, etc.

Mentre, come dichiarava il Papa l'anno scorso a febbraio (2006), alla Pontificia Accademia per la Vita “Dio ama allo stesso modo l'embrione e l'adulto”, non c'è differenza negli stadi della vita .

Ed oltre all'imperativo morale di difendere la vita, che sia di un adulto, di un bambino, di un embrione, appare evidente che nessuno sia in grado di spiegare cosa differenzi l'embrione, il feto, il bambino dopo la nascita, e ci si dimentica che è stato proprio grazie all'esigenza di difendere la vita, che la ricerca ha progredito finora: “Negli anni '60, il 90% dei bambini nati con un peso inferiore al chilo, moriva; adesso il 90% dei neonati di peso inferiore al chilo sopravvive.” “Se allora avessimo fatto ciò che vorrebbero farci fare, oggi, cioè dire che rianimare i bambini che hanno soltanto il 10% di probabilità di vivere, è accanimento terapeutico, la ricerca scientifica sarebbe morta.”

Invece, spiega Bellieni, non solo è progredita, ribaltando le proporzioni tra mortalità e sopravvivenza, ma oggi “tutti questi bambini nati sotto il chilo di peso (sono tantissimi), sono sopravvissuti, e molti stanno benissimo; non fosse stato così, oggi non ci sarebbero, e i loro genitori non sarebbero diventati genitori.”

Wednesday, September 19, 2007

L'uso inadeguato o strumentale dei sondaggi

Una democrazia partecipativa, può e deve utilizzare in modo attento strumenti per valutare i sentimenti dell'opinione pubblica, quando si valutano provvedimenti legislativi e decisioni che interessino gli aspetti fondamentali dell'uomo e della società, come la dignità stessa dell'individuo, i limiti della ricerca, la religione e, più in generale, l'etica condivisa dai cittadini.

Strumenti come i sondaggi, che però difettano spesso di attendibilità, e si prestano troppo ad interpretazioni errate o distorte, usi inadeguati o anche strumentali.

Proprio in Gran Bretagna, come evidenziato da Maria Luisa Di Pietro (v. link) e da Adriano Pessina (v. link) e come sottolinea un articolo di Korazym, la decisione “è stata sottoposta ad un sondaggio per indagare la predisposizione della popolazione ad accettare o ad avversare la proposta.”

Un procedimento democratico, se non fosse stato non attendibile, per “il grado di preparazione a partire dal quale gli intervistati hanno dato il proprio parere sulla vicenda”, e che rischierebbe di iniziare una pericolosa “etica della maggioranza”, lasciando ai numeri e alle percentuali le decisioni su aspetti che concernono la “vita umana nella sua essenza” e che, prosegue l'articolo, devono essere indipendenti “da ogni volere e da ogni opinione”.

Pericolosi nel formare l'opinione pubblica, aggiungiamo noi, possono essere anche sondaggi “estemporanei”, organizzati da emittenti televisive e siti web, se non si specifica inequivocabilmente agli spettatori o ai visitatori del sito che si tratta di iniziative senza alcun valore scientifico, dirette a un pubblico limitato e quasi certamente con specifici profili socio-psicologici, non rappresentative della popolazione italiana.

PC

Thursday, September 13, 2007

Embrioni Chimera. La Gran Bretagna autorizza la sperimentazione. Reazioni, critiche e alcune osservazioni di comunicazione

Nei giorni scorsi, in Gran Bretagna, l' HFEA, l'Autorità per la fertilizzazione e l'embriologia, ha autorizzato la ricerca sui cosiddetti “embrioni chimera”, embrioni in cui Dna umano viene in ovociti di mucca, privati del loro nucleo.

Le reazioni



Mons. Elio Sgreccia: un “atto mostruoso contro la dignità umana”


Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Elio Sgreccia, ha definito la decisione un “atto mostruoso contro la dignità umana”, ed ha affermato la necessità “che la comunità scientifica si mobiliti quanto prima.
Riteniamo che anche questo governo britannico abbia ceduto di fronte alle richieste di un gruppo di scienziati certamente contro la morale”.


Il Centro d'Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica di Milano condanna la sperimentazione, e critica l'uso demagogico dei sondaggi

Dure anche le parole del professor Adriano Pessina, Direttore del Centro d'Ateneo di Bioetica dell’Università Cattolica di Milano: “Queste novità segnano un pesante regresso rispetto ai criteri che dovrebbero governare le scelte pubbliche, l’etica della ricerca scientifica e il rispetto della dignità umana”. Per Pessina è anche “particolarmente grave e demagogico” l'uso del sondaggio (v. anche dopo) tra i cittadini inglesi, che, per motivazioni anche di tipo economico, avrebbero approvato e sostenuto la sperimentazione.

Anche il modo in cui tale sperimentazione è stata presentata, garantendo che gli embrioni ibridi verranno sempre distrutti, entro i 15 giorni di vita, è per il professore un modo di ammettere “implicitamente che ciò che viene generato non si sa propriamente a che specie appartenga, e quindi non si sa propriamente chi potrebbe continuarne la gestazione e il parto”. Pessina conclude con l'augurio che “la valutazione non si limiti alla considerazione dei soli aspetti scientifici e procedurali, ma sappia ridare peso alla dimensione etica ed antropologica in essa implicata”

Link Radio Vaticana


Il prof. Francesco D'Agostino: “i formidabili interessi economici che si nascondono dietro questo tipo di decisioni, possono finire per inquinare la bioetica”

Il Prof. Francesco D'Agostino, Ordinario di Filosofia del Diritto e Presidente onorario del Comitato nazionale di Bioetica, ha contestualizzato la decisione britannica agli aspetti pratici, sottolineando quanto siano grandi gli interessi economici dietro le ricerche genetiche, e quindi anche questo tipo di ricerca in particolare, e come essi, trascurando le possibili implicazioni morali, spingano ad oltrepassare limiti accettati, rischiando di “inquinare” la stessa “bioetica, che in realtá dovrebbe essere sempre difesa da queste forme di ipocrisia”.


Maria Luisa di Pietro: una ricerca inutile e rischiosa, un sondaggio non può giustificarla


Il Presidente del Comitato Scienza e Vita, Maria Luisa Di Pietro, Docente di Bioetica alla Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica, ha affermato il proprio stupore per la decisione britannica, e ha stigmatizzato l'utilizzo di un sondaggio effettuato tra la popolazione (v. dopo), per giustificarla; ha anche sottolineato come queste ricerche portino a risultati scientifici non attendibili, e pericolosi: “Si studierebbe una realtà embrionale profondamente alterata, composta da Dna umana e Dna animale, cellule non esistenti in natura, con il rischio del superamento delle barriere tra specie umana e specie animale”.


Angelo Vescovi: una aberrazione inutile


Intervistato da Repubblica, Angelo Vescovi, ricercatore del San Raffaele e dell'Università Milano-Bicocca, nega la validità scientifica di queste ricerche:
“Avremo un embrione ibrido che parla la lingua degli uomini ma è alimentato da una centrale energetica che parla la lingua delle mucche. Mi sembra una complicazione assurda, un'aberrazione”.
“Perchè – prosegue - fare tanta fatica e affrontare tanti problemi per ottenere un modello fallace proprio alle sue fondamenta?».
Per Vescovi “esistono invece strade più promettenti per raggiungere lo stesso obiettivo”, come quelle seguite da “un gruppo di ricercatori giapponesi che ha già dimostrato la serietà dei suoi studi”.

Fonti:
ANSA - Il Sole 24 Ore – Repubblica – Radio VaticanaGazzetta di Sondrio


PC

“La grande bugia sugli ibridi”

Un articolo di Don Michele Aramini su Avvenire

Per Aramini, corriamo il rischio che divenga realtà la battuta, “che circola da lungo tempo in America”, secondo cui “la bio-etica è quella scienza che dà il permesso di fare ciò che nei laboratori si sta già facendo”. Il rischio cioè è che anziché porre e sostenere principi etici nella ricerca, e fissare i limiti da non oltrepassare, si rincorra ciò che la scienza propone come possibile, o anche ciò che i media, o 'l'opinione pubblica' definiscano desiderabile, o semplicemente accettabile, in cambio di presunti vantaggi per la salute e per il progresso umano “quasi che in nome della terapia – scrive Aramini - si possa accettare di tutto e smettere di farsi domande morali, anche le più ovvie ed essenziali.”

Per Aramini, è anche concettualmente errato parlare di chimere, quanto di “clonazione ibrida, che produce un organismo nel quale tutte le cellule sono 'originali', nel senso che non appartengono né all’uomo né all’animale”. La Chimera è “concettualmente diversa - prosegue. “Se la chimera fosse prodotta, avremmo un essere fatto come un collage, un organismo composto da alcune parti umane e da altre parti animali.”

La conseguenza è ad esempio “che le cellule nervose dell’ibrido non sono uguali a quelle dell’uomo” e che perciò “il loro studio è irrilevante ai fini delle patologie che si vorrebbero curare” ed è “invalido in partenza”. Perchè quindi autorizzare e finanziare ricerche del genere ?

Per Aramini “la Gran Bretagna è entrata ormai da molto tempo nella logica di una ricerca scientifica che non accetta nessun limite di carattere etico”, e i cui obiettivi reali sono “mantenere ai laboratori inglesi una sorta di leadership nell’ambito della ricerca” per i possibili ritorni economici. Per questo, si creano e si utilizzano mezzi mediatici, si percorrono “vie che facciano scalpore, anche se scientificamente infondate”, accettando di “travolgere la dignità umana e dire qualche bugia al grande pubblico”.

Link
Avvenire

PC

Saturday, July 21, 2007

I Medici Cattolici Argentini contro l'obbligo di praticare aborti

Il Consorzio dei Medici Cattolici Argentini si è pronunciato contro l'obbligo, per i medici stessi, di praticare aborti, confermando il diritto all'obiezione di coscienza.

"Sempre l'aborto diretto è l'omicidio di una persona umana", si legge in un comunicato; "il diritto naturale ci insegna inequivocabilmente che la vita è il primo diritto umano e che nessuno deve disporre di essa", perciò, non sono accettabili le pretese di politici o legislatori, tese ad obbligare i medici "che per vocazione, professione e tradizione ippocratica hanno giurato di difendere la salute e la vita" a praticare aborti, ad esempio nei casi di violenze.

L'obiezione di coscienza è un diritto irrevocabile, mentre "permettere l'aborto o ampliarlo, come si vuole fare ora, è aggravare il problema e permettere liberamente l'omicidio di bambini piccoli, proprio perchè esseri piccoli e deboli"

Il Consorzio ha esortato "i politici, i legislatori e le autorità a difendere la vita e la salute di tutti i cittadini, siano vecchi, adulti, giovani o bambini appena concepiti nel seno delle loro madri"

Fonte: Agenzia Fides
Link: http://www.medicoscatolicos.org.ar

Mons. Lázaro Pérez Jiménez: "Un cattolico, se vuole agire secondo la sua fede, non potrà mai essere a favore dell'eutanasia né dare il suo voto perché

Il Vescovo di Celaya (Messico), Mons. Lázaro Pérez Jiménez, ha inviato ai suoi fedeli un messaggio sul tema dell'eutanasia. In Messico l’Assemblea Legislativa del Distretto Federale ha da poco annunciato un disegno di legge che prevede la depenalizzazione delle pratiche eutanasiche, ed è stato recentemente depenalizzato anche l'aborto fino alla dodicesima settimana di gravidanza.

"I legislatori hanno determinato che la vita, dono di Dio, comincia ad essere vita a partire da questo tempo", scrive Mons. Lázaro. E' scandaloso che "una Istituzione la cui principale missione dovrebbe essere quella di elaborare leggi a favore del bene comune, osi depenalizzare un crimine, un infanticidio, contrario alla legge naturale ed offensivo verso l'unico Signore della vita".

Il porporato si è poi espresso sulle ipotesi di legislazioni relative all'eutanasia:"i legislatori stanno dimostrando che non sono disposti ad affrontare i reali problemi della popolazione, quelli che aspettano una soluzione integrale che permetta ai più poveri ed emarginati di portare avanti una vita degna". "Un cattolico, se in realtà vuole agire secondo la sua fede, non potrà mai essere a favore dell'eutanasia né dare il suo voto perché sia legalizzata nel nostro paese. Il cattolico farà la sua opzione in ogni momento a favore della cultura della vita"

Link Fides
Link
testo integrale messaggio

Procreazione assistita e fecondazione omologa

Un intervento, per Zenit, della Dottoressa Claudia Navarini, su Procreazione assistita e fecondazione omologa. La Dr.ssa Navarini è docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

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Zenit

Legalizzare l'aborto non riduce la mortalità delle donne in gravidanza

Per Maria Dolly Guimarães, avvocato e presidente della Federazione Paulista dei Movimenti in Difesa della Vita, i casi di mortalità materna non si riducono con l'eventuale legalizzazione dell’aborto, ma con una più adeguata assistenza sanitaria alle donne, dalla gravidanza al periodo post parto.

Le motiviazioni addotte dai fautori della legalizzazione dell'aborto, afferma la Guimarães, sono irreali e strumentali.

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Zenit

La ricerca della perfezione. Una analisi di Zenit sul rischio di derive eugenetiche, facilitate dalle biotecnologie

P. John Flynn LC analizza i rischi legati al naturale “desiderio di avere bambini perfetti”, incrociato con le attuali possibilità tecnologiche. Stiamo andando verso una eugenetica che, tramite strumenti quali PGD (diagnosi preimpianto) ed altre forme di analisi del feto, porterebbe ad analizzare le eventuali malattie ereditarie di feti o di ovuli fertilizzati in vitro, e ad abortirli o “scartarli” nel caso non siano più che sani, o forse persino perchè non rispondenti ad arbitrari criteri di “idoneità” ?

Link
Zenit