Sunday, June 03, 2007

Si torna a parlare in Italia di RU-486. Quali i rischi se venisse approvata

Dopo la pubblicazione, da parte dell'ADUC (link) di ipotesi di liberalizzazione da parte dell'Agenzia europea del farmaco (Emea), della cosiddetta “pillola del giorno dopo”, Zenit ha intervistato la professoressa Assuntina Morresi, autrice insieme ad Eugenia Roccella del libro “La favola dell'aborto facile. Miti e realtà della pillola Ru-486”.

In realtà, ha dichiarato la Morresi, “l'Emea non ha dato il via libera alla Ru-486, che già viene commercializzata liberamente in molti paesi d'Europa. L'ente farmacologico europeo ha esaminato, e approvato, la richiesta francese di diminuire le dosi utilizzate di mifepristone, il principio attivo della Ru-486.”

Questa tecnica abortiva, oltre agli elevati rischi, dimostra una deriva morale, per superare la quale è necessario “costruire insieme una cultura dell'accoglienza e della cura, l'unica che nel tempo può realmente sconfiggere la piaga dell'aborto, riducendone i numeri”.

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Zenit

Monday, May 28, 2007

Zenit: un intervento di Renzo Puccetti su aborto ed eutanasia

Per la rubrica di Bioetica, Zenit pubblica un intervento del dottor Renzo Puccetti, Specialista in Medicina Interna e Segretario del Comitato “Scienza & Vita” di Pisa-Livorno.

Per Puccetti, aborto ed eutanasia hanno tra loro molto più analogie di quanto si possa pensare.

Entrambi sono espressioni di quel "libertarismo bioetico in cui su tutto deve prevalere il diritto alla libera scelta, ora della donna di poter accettare o respingere il concepito, ora di ciascuno di poter scegliere di porre fine alla propria vita, indipendentemente dai motivi sottesi alla scelta, quali espressioni di auto-determinazione sul proprio corpo."

Del resto, lo stesso "aborto volontario può in questo senso essere definito come un’eutanasia commissiva su un essere umano non consenziente".

Puccetti cita anche il caso del tragico "aborto terapeutico" di Firenze, in cui si è ucciso per presunte patologie un bimbo che in realtà era perfettamente sano, e della tendenza a "reificare la vita umana, renderla estranea alla persona che così, invece di essere anche il proprio corpo, cambia e finisce per avere il proprio corpo; il corpo diventa un oggetto, per di più sciupato, irrimediabilmente difettoso, buono solo per essere buttato via. Quanto poi sia facile passare dal potere al dovere buttar via questo corpo è testimoniato dalle cifre impressionanti di bambini portatori di anomalie cromosomiche soppressi mediante la procedura abortiva."

Il prossimo 16 giugno si svolgerà a Pisa un convegno su questi temi. Link

Link Zenit

Saturday, May 26, 2007

Mons. Angelo Bagnasco: Anche nella fase embrionale, o quando non è più cosciente di sé, l'essere umano “resta persona degna di rispetto e di diritto”

“La concezione della persona è un’acquisizione della teologia cristiana che trova delle anticipazioni nella filosofia greca. Ne viene colta tutta la bellezza e dignità fino a far affermare a San Tommaso che la persona è ciò che vi è di più perfetto in tutta la natura”. Così si è espresso Monsignor Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, nel corso della sua prolusione alla 57a Assemblea Generale dei Vescovi Italiani, tenutasi a Roma il 21 maggio scorso.

“La persona non è una fase della vita umana, ma è la 'forma' in cui l’uomo è uomo. Per questo, anche quando la persona non ha ancora sviluppato e attuato le sue capacità o perde coscienza di sé, resta persona degna di rispetto e di diritto”. La dignità dell'uomo “è dunque intrinseca e incancellabile qualunque siano le circostanze di vita”.

Link Zenit - Korazym

Il Prof. Noia, all'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum: la diagnosi prenatale deve servire per curare, e non per sopprimere feti con patologie

Una visione distorta e purtroppo maggioritaria della medicina, ha affermato il Prof. Giuseppe Noia durante la giornata di studio del 17 maggio scorso, organizzata dalla facoltà di Bioetica dell'Ateneo, considera “il feto malformato” “una vita sbagliata”, “una minaccia per la società, per cui” si ritiene “giusto che queste vite vengano fermate mediante l’aborto selettivo ed esso si può attuare con le tecniche diagnostiche”.

In realtà, “La diagnosi prenatale così intesa – utilizza un falso concetto di prevenzione: vedere per eliminare, mentre la sua finalità etica è vedere per curare”.

E' necessario che “il bene prezioso della vita sia difeso e amato, e perché il dolore e la sofferenza vengano leniti dall’accoglienza e dalla professionalità degli operatori del mondo medico che attuano una medicina condivisa, una medicina che non dice solamente 'io ti curo', ma dice soprattutto: 'io mi prendo cura di te'”.

All'evento hanno partecipato il Rettore dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum,
Padre Pedro Barrajón, L.C., il Prof. Massimo Losito, il Prof. Carlo Valerio Bellieni, e Giuliano Ferrara link pagina SRM

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Zenit

Friday, May 25, 2007

Sviluppare medicine adatte ai bambini e rendere le cure disponibili per tutti, per combattere l'AIDS in Africa

Questo il senso degli interventi dell'Arcivescovo Silvano Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra.
Intervenendo alla LX Assemblea Mondiale della Salute (dal 14 al 23 maggio), Mons. Tomasi ha rammentato come Papa Benedetto XVI abbia affermato “il bisogno di implementare la giustizia sociale nell’importante settore della cura e dell’assistenza, e quindi di assicurare una giusta distribuzione delle risorse per la ricerca e la cura”.

E' un problema gravissimo, che impedisce alla maggior parte dei malati la possibilità di cure, ed ancora più grave per i bambini, per i quali è garantita una copertura che “è circa la metà di quella raggiunta per i sieropositivi adulti”.

Ma anche quando quando i presidi medico-sanitari sono garantiti, i bambini “muoiono per malattie curabili negli adulti ma per le quali non sono ancora stati sviluppati per uso pediatrico appropriati dosaggi e formulazioni”.

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Zenit 1 - Zenit 2

Thursday, May 24, 2007

Project Rachel per aiutare le donne a superare l'aborto

Dal 1984 Project Rachel, fondato da Victoria Thorn, aiuta le donne a superare le sofferenze psicologiche dopo gli aborti.

Operante in 170 Diocesi degli Stati Uniti, e in altri paesi, il progetto sta ampliando le sue sedi e le sue attività. Lo scorso 18 maggio si è tenuto a Roma un corso sugli strumenti educativi del progetto, organizzato dagli studenti Pontificia Università Lateranense del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma, e della Comunità dell’Emmanuele.

Victoria Thorn, intervistata da Zenit, ha dichiarato che “La Chiesa è qualificata in modo unico per affrontare la questione di guarire i milioni di donne che soffrono per il dolore e la colpa associati alla più comune operazione chirurgica per la donna”. Una sofferenza aumentata dal senso di colpa, perchè, “anche se una donna è stata costretta ad abortire con una pistola puntata alla testa, si sentirà sempre colpevole. Come donna, realizza che il suo compito era proteggere il suo bambino e che non l’ha fatto”.

Con una stima dell'OMS che quantifica nel mondo tra i 30 e i 50 milioni di aborti l'anno, oltre alla tragica dimensione di tale fenomeno, si comprende quanto sia necessario attuare interventi a sostegno di donne e uomini coinvolti in una interruzione di gravidanza.

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Zenit - Fides - Korazym
PC

Tuesday, May 22, 2007

Mons. Sgreccia: gli embrioni chimera offendono la dignità umana

La recente decisione del Governo Britannico di autorizzare la sperimentazione su embrioni ibridi umano-animali (i cosiddetti embrioni chimera, con materiale genetico umano ed animale), fortemente criticata dagli stessi ambienti scientifici britannici, sembra sia passata quasi inosservata da parte dei media, se si escludono gli organi di informazione Vaticani e Cattolici, e la posizione neutra di Repubblica.

Dura è stata la condanna da parte di Mons. Elio Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Intervistato da Radio Vaticana, Mons. Sgreccia ha dichiarato che “La creazione di un ibrido uomo-animale è una frontiera che è stata finora da tutti – e non soltanto dalle associazione religiose – bandita dal campo delle biotecnologie. E questo proprio perché la dignità umana viene compromessa, offesa e si possono creare poi delle mostruosità attraverso queste fecondazioni. E’ vero che questi embrioni vengono poi soppressi, le cellule vengono prelevate, ma in ogni caso la creazione di un essere uomo-animale, rappresenta appunto una frontiera violata nel campo della natura, la più grave. La condanna morale deve perciò essere piena, in nome anzitutto della ragione e in nome stesso della giustizia e della scienza, che deve essere mantenuta a beneficio dell’uomo e a rispetto della natura umana.”

Links:
Radio Vaticana 18mag - Zenit 18mag - Avvenire prima pagina - Avvenire articolo

Zenit - Tecnoetica: oltre il paradosso di una tecnologia antiumana

Zenit pubblica in due parti una intervista sul rapporto tra uomo e tecnologia, a don José M. Galvan, Docente di Teologia Morale presso la Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce, a Roma. Per Don José Galvan è necessario “un nuovo rapporto tra uomo e macchina”. “l'umanità è tecnologica per natura. La dimensione tecnica non è una aggiunta all'uomo, ma forse uno degli elementi centrali in cui l'uomo si distingue dagli animali”.

La tecnologia non è in sé buona o cattiva, ma è necessaria una giusta “'autocomprensione dell'uomo” , ed una “corretta antropologia”. In tal modo, rifiutando anche i tentativi di sostituire la religione con la tecnica, la tecnologia “non trionferà” schiacciando l'uomo, ma “finirà per essere in qualche senso assunta dall'essenza storica dell'uomo e servire alla sua realizzazione teleologica: più la tecnologia si sviluppa, più essa si nasconde e si manifesta la persona”.

Links:
Zenit I - Zenit II

Monday, April 30, 2007

Monsignor Sgreccia: Sul diritto alla vita “non c’è spazio per il compromesso”

Intervistato dalla rivista “Consulente Re”, il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, con riferimento alla XIII Assemblea generale della Pontificia Accademia, ha dichiarato che "il punto più delicato e nel contempo decisivo per la difesa della vita in una società democratica, è la coscienza del cittadino”; “perciò è sempre più necessario che la coscienza sia ben informata, vera, retta e certa”.

Partendo da tali considerazioni, era stato scelto di intitolare la XII Assemblea, svoltasi in Vaticano il 23 e il 24 febbraio, “La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita”.

Un elemento fondamentale, in un “mondo fortemente secolarizzato", quale quello in cui i cristiani vivono, è quindi “la formazione delle coscienze", "un compito ineludibile”.

“Formazione" che "non si improvvisa, è un cammino lungo e per niente facile in un mondo prevalentemente segnato da una cultura indifferente o addirittura ostile ai valori cristiani”.

Anche per questo, ha sottolineato Mons. Sgreccia, facendo anche riferimento al Family Day (il 12 maggio prossimo - link) è importante sostenere le famiglie, che devono essere “valorizzate e aiutate dalla comunità cristiana a espletare il proprio compito educativo”.

E tra i principali valori che devono essere trasmessi, vi è proprio il diritto alla vita, sul quale "o si è a favore o si è contro. Non c’è spazio per il compromesso. Il politico cristiano può soltanto, costretto a scegliere tra due leggi sullo stesso argomento – una pessima e l’altra che limita il danno – appoggiare la seconda, mettendo in chiaro che essa rappresenta il danno minore”.

Link Zenit

Link Consulente Re

Saturday, April 14, 2007

I Vescovi portoghesi criticano la depenalizzazione dell'aborto: il diritto alla vita è “diritto fondamentale di tutte le persone”

È stata purtroppo approvata e promulgata in Portogallo la legge che depenalizza l'aborto, nonostante fossero molte, non solo da parte cattolica, le obiezioni e le posizioni contrarie.

Mons. Jorge Ferreira da Costa Ortiga, arcivescovo di Braga e presidente della Conferenza episcopale portoghese, intervistato per Radio Vaticana da Debora Donnini, ha ribadito la disapprovazione di questo provvedimento, appellandosi ai medici cattolici e a tutti coloro che si sono opposti, cattolici e non, invitando a non ricorrere all'aborto, ad informare soprattutto le donne sulle conseguenze dell'aborto e sulle possibili alternative, quali l'adozione, e a dimostrare l'inutilità di questa legge, in nome del “diritto alla vita”, “il primo diritto, il diritto fondamentale di tutte le persone”.

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Radio Vaticana
PC

Friday, April 13, 2007

Testamento biologico. Un convegno internazionale, riflessioni e molti dubbi

Il Convegno Internazionale
Si è svolto il 29 e 30 marzo scorso il convegno internazionale “Testamento biologico: le dichiarazioni anticipate di volontà sui trattamenti sanitari”, organizzato dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato. Tra i partecipanti al Convegno, aperto dal Ministro della Salute Livia Turco e a cui ha presenziato anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha partecipato anche il cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della Salute, il quale ha messo in guardia contro i rischi di derive eutanasiche, affermando la eventuale necessità di chiarire e fissare alcuni riferimenti, tra cui l'esclusione dell'idratazione e alimentazione dall'ambito degli accanimenti terapeutici, e ha ribadito che il testamento biologico ''dovrebbe inoltre essere molto flessibile; cioè non dovrebbe essere redatto una volta per sempre''.
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Gazzetta del Mezzogiorno



I dubbi della CEI e del Vaticano
Sul tema del testamento biologico, vi sono forti perplessità della CEI e del Vaticano, proprio per i rischi di giungere a riconoscere o comunque autorizzare varie forme di eutanasia, mascherate da interruzioni di accanimento terapeutico.
Nei giorni scorsi, il 3 aprile, il segretario della CEI, Mons. Giuseppe Betori, aveva espresso preoccupazione che "un eventuale disegno di legge dovesse aprire a una eutanasia di fatto. Il rischio maggiore riguarda il concetto della cura della persona, cioe' la possibilita' di rinunciare all'alimentazione e l'idratazione che aprirebbe la strada all'eutanasia di carattere passivo".
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La Stampa


Il dissenso e i timori dei medici Cattolici
Nei giorni scorsi il Prof. Francesco D’Agostino, presidente onorario del Comitato Nazionale di Bioetica, ha dichiarato a Radio Vaticana il timore che dietro le ipotesi di disegno di legge sul testamento biologico vi sia la volontà di introdurre forme di eutanasia.
Definendo il testamento biologico come vincolante, vi sarebbe poi “anche la pretesa di vincolare il medico a praticare l’eutanasia, se questo fosse contemplato esplicitamente nel testo del testamento biologico” e sarebbero quindi negate le possibilità di obiezione di coscienza.
Si tratta di ipotesi inaccettabili, ha ribadito D'Agostino, senza cadere nell'errore “di pensare che si tratti di una battaglia confessionale o religiosa: assolutamente no!”. In realtà, “è una battaglia per la difesa della medicina e per la difesa della vita, per due principi che sono intrinsecamente laici e non vanno assimilati a principi religiosi.”
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Radio Vaticana


Un convegno dell'Associazione Medici Cattolici Italiani
Giovedi 12 aprile, la sezione regionale Lombardia dell'Associazione Medici Cattolici Italiani ha organizzato un convegno proprio sul tema del testamento biologico.
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Vita

Tuesday, April 10, 2007

La Santa Sede al Consiglio dei Diritti Umani di Ginevra ha rammentato che “il primo diritto dei minori è quello di nascere”

Questo il messaggio dell’intervento dell’Arcivescovo Silvano Tomasi, C.S., osservatore permanente della Santa Sede presso l'Ufficio delle Nazioni Unite ed Istituzioni Specializzate a Ginevra, il 23 marzo scorso.

Monsignor Tomasi, esprimendo le posizioni della Chiesa Cattolica, ha sottolineato come la “Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell'Infanzia attribuisce ai bambini i diritti fondamentali della persona, avendo il bambino la stessa uguaglianza e dignità dell'adulto”. Allo stesso tempo, però, “a molti bambini è negato il diritto alla vita; le selezione prenatale elimina sia i bambini che rischiano di nascere con una disabilità e sia le bambine, solo a causa del loro sesso, negando così il valore medesimo ed intrinseco delle persone disabili e delle bambine ad essere membri della famiglia e della società”.

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Zenit

Monsignor Sgreccia : “il genoma è patrimonio dell’individuo”

Il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, Mons. Elio Sgreccia, ha riaffermato che la persona umana è un “soggetto” e non un “oggetto”, e che “il genoma è patrimonio di ciascuno”; “è necessaria una bioetica che avverta del significato” di tutte le applicazioni della biotecnologia tese appunto ad oggettivizzare la persona, non definendo “la titolarità dei diritti rispetto al genoma”, e non chiarendo se l’obbligo di non discriminazione “vale anche per l’embrione o solo per la persona adulta” o addirittura tentando di “ricostruire diverse specie umane”.

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Zenit

Il rifiuto della terapia. Informazioni e qualche chiarimento su Zenit

Le risposte alle domande di un lettore su rifiuto e sospensione della terapia, da parte della Dr.ssa Claudia Navarini, docente presso la Facoltà di Bioetica dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum .

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Zenit

Il dramma del bimbo di Firenze, abortito per una diagnosi errata, rimette in discussione l’aborto

Aumentano le proteste contro il tragico caso di Firenze, dove il piccolo Tommaso è morto in seguito ad un aborto cosiddetto “terapeutico”, deciso in seguito ad una presunta malformazione, rivelatasi poi un errore di diagnosi. Un caso tragico, che sta suscitando molte proteste contro tale pratica e contro le applicazioni distorte della legge 194.

Sul caso si sono espressi tra gli altri l’Associazione “Scienza e Vita”, il Movimento per la Vita e, nell'edizione dell’11 marzo, “L’Osservatore Romano” .

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Zenit

Tuesday, March 27, 2007

La Neuroetica

La Neuroetica

Un articolo della Dr.ssa Adriana Gini *1 *2

Non si preoccupi chi non la conosce, perché la neuroetica è disciplina nuovissima. C'è chi non la riconosce come tale e preferisce considerarla, piuttosto, un nuovo settore della ben nota bioetica.


Tenterò di tracciarne una breve storia.

Il termine neuroetica, in inglese neuroethics, è stato usato per la prima volta durante un convegno organizzato nel maggio del 2002 al Golden Gate Club di San Francisco, in California, dove più di 150 tra neuroscienziati, psichiatri, bioeticisti, filosofi, sociologi, giuristi, politici e un vasto pubblico si erano dati appuntamento per discutere sulle implicazioni delle nuove scoperte delle neuroscienze. Durante il convegno, intitolato: “Neuroethics mapping the field” [1]
, in italiano, “la Neuroetica definisce il suo campo”, gli esperti hanno affrontato vari temi e hanno cercato di “strutturare” la recente disciplina, com’è costume del pensiero razionalista anglosassone. Esaminiamo alcune delle definizioni.

Adina Roskies, filosofa del Dartmouth College of Medicine, nel New Hampshire, Stati Uniti, definisce la neuroetica come l'etica delle neuroscienze e le neuroscienze dell'etica.

William Saffire, opinionista politico del New York Times ed attuale Presidente della Dana Foundation, al quale si deve l'aver coniato questo termine, afferma: “La neuroetica si occupa della valutazione di ciò che è giusto o sbagliato, buono o cattivo circa il trattamento, il perfezionamento o l'invasione indesiderata e la preoccupante manipolazione della mente umana... ha che fare con la nostra coscienza, la nostra identità e pertanto è una questione fondamentale.

Michael Cazzaniga, neuroscienziato, nel suo libro intitolato “The Ethical Brain" [2]
, sostiene: “La neuroetica rappresenta la valutazione del nostro modo di rapportarsi con le implicazioni sociali delle malattie, l'anormalità, la mortalità, lo stile di vita e la filosofia dell’esistenza, conoscendo i meccanismi cerebrali sottostanti”.

Per Judy Illes, Direttrice del Programma di Neuroetica presso il Centro di Bioetica Medica della Stanford University, in California, “ La neuroetica è una disciplina che pone fianco a fianco l'esplorazione e le scoperte nel settore della neurobiologia, con il sistema valoriale umano”.

Non c'è dubbio che questa definizione è da preferire perché si avvicina ad una visione cristiana della vita. Judy Illes ... segue
link



*1
La Dr.ssa Adriana Gini è medico Neuro-radiologo, con licenza in Bioetica, ed attualmente è dottoranda di ricerca in Bioetica presso la Facoltà di Bioetica dell'UPRA; la dottoressa Gini ha tenuto una lezione su "Bioetica, Neuroetica e Privacy" (link), l'8 marzo 2007, nell'ambito del Master in Bioetica.

*2
Ha collaborato all'articolo Alfredo Fuentealba Villa, laureando in medicina presso l'Universitá Cattolica de la Santisima Concepcion (Concepcion, Cile).

Monday, March 19, 2007

I Vescovi Usa : l’estrazione di ovuli è sempre pericolosa per la salute delle donne e può portare a forme di sfruttamento commerciale

Deirdre McQuade, direttore della pianificazione e dell’informazione del Segretariato per le Attività Pro-Vita, ha espresso preoccupazione per i “rinnovati sforzi del Congresso per finanziare la ricerca sulle cellule staminali che distrugge gli embrioni nel nome della ricerca di cure”, e per il rischio che tali ricerche possano portare a “creare un elevato numero di embrioni (con FIV o clonazione) solo per la ricerca medica” . In tale ipotesi, molte donne potrebbero finire con l’essere trattate e sfruttate commercialmente “come produttrici di ovuli”, soprattutto tra le classi disagiate.

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Zenit 11.03.07

Thursday, March 15, 2007

Un caso di eutanasia in Spagna. La condanna delle autorità religiose spagnole

Un caso di eutanasia sta dividendo la Spagna. Il 14 marzo scorso, con il distacco del respiratore artificiale, è stata interrotta la vita di Inmaculada Echevarría, sofferente di distrofia muscolare progressiva, da dieci anni immobilizzata nel suo letto. Si è trattato di un caso analogo a quello di Piergiorgio Welby, sia per la controversia nel valutare la sua situazione (per le autorità civili della regione si trattava di un caso di interruzione di accanimento terapeutico, mentre le autorità religiose erano divise), sia per il clamore e l’uso mediatico della vicenda.

Il Cardinale Carlos Amigo Vallejo, Arcivescovo di Siviglia, ha dichiarato che “si è fatto di questo caso un utilizzo ideologico e commerciale da parte di qualche mezzo di comunicazione”.

Anche l’Arcivescovo di Granada, Monsignor Francisco Javier Martínez, ha deplorato la decisione, affermando che è stata una decisione “terribile”, “sbagliata” e che “presuppone una grande sofferenza”.

Il Cardinale Antonio Canizares, vicepresidente della Conferenza Episcopale spagnola, nei giorni precedenti, aveva condannato l’ipotesi di interruzione della respirazione assistita, dichiarando che “L’eutanasia è sempre illegittima è un attentato alla dignità e alla vita umana”

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Zenit

Link RadioVaticana

PC

Monday, March 12, 2007

Gli errori degli aborti "terapeutici"

Un caso recente a Firenze ha dato in questi giorni una drammatica conferma di quanto la pratica dell' aborto "terapeutico", oltre che moralmente inaccettabile, sia scientificamente inattendibile e legata alla indeterminabilità di troppe variabili.

Una coppia, dopo un'amniocentesi al quinto mese di gravidanza, che indicava gravi malformazioni nel feto, ha deciso di praticare un aborto cosiddetto "terapeutico".

Subito dopo l'aborto stesso, all'Ospedale Careggi di Firenze, si è però svelata la realtà: il bambino non aveva alcuna malformazione. L'equipe di medici ha provveduto a rianimarlo (una procedura ordinaria in casi come questi). Il neonato ha lottato per la vita per pochi giorni ed è poi morto. Una commissione ha aperto un'inchiesta sull'accaduto.

Otto e Mezzo (LA7) ha dedicato uno speciale alla vicenda.

LINK
Otto e Mezzo
LINK
Il Foglio – Il Corriere della Sera
PC

“Creare una mentalità consolidata e profonda in ordine al fondamentale diritto alla vita”

Umberto Santarelli, in un articolo sull’ Osservatore Romano, del 4 marzo scorso, ha commentato le parole di Papa Benedetto XVI ai partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita e al Congresso Internazionale "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita".

Link Zenit

Il Cardinale Tonini: ''La questione bioetica è il problema decisivo per il futuro dell uomo"

Con queste riflessioni, e con particolare enfasi sulle moderne frontiere delle biotecnologie e della ingegneria genetica, e sui rischi connesi, il Cardinale Ersilio Tonini ha chiuso oggi il convegno "Etica e bioetica, il punto sul dibattito”, organizzato a Roma dall’Associazione Coppia e Famiglia 2000.

"Stiamo assistendo a qualcosa di nuovo, un fenomeno di espansione della vita umana. Il compito della Chiesa è mettere in luce le contraddizioni che spesso emergono dal progresso scientifico e medico: il nostro ruolo ci spinge a ribadire la sacralità della vita umana e la centralità della famiglia''

Link Yahoo Notizie

Cellule staminali adulte possono riparare danni cerebrali

Come le cellule staminali embrionali, anche le staminali adulte sono in grado di curare malattie neurodegenerative, riparandone i danni subiti dai tessuti del sistema nervoso e intervenendo anche su altri aspetti di questo genere di patologie.

I risultati, per adesso solo su cavie, sono stati ottenuti dai ricercatori del Burnham Institute for Medical Research di LaJolla, in California.

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ANSA

Sunday, March 11, 2007

Incontro di Studio SRM : Scienza e Fede. Dai Media alla Comunicazione Formativa

Incontro di Studio SRM :
Scienza e Fede
Dai Media alla Comunicazione Formativa

26 marzo 2007, ore 17.30 - 19.30

Link Blog SRM
Link Sito web SRM

"L'abbandono terapeutico"

La Facoltà di Bioetica dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum ha pubblicato l'ultimo libro del Prof. P. Fernando Fabò, LC, Decano della Facoltà e Direttore del Master in Bioetica : "L'abbandono terapeutico"

"Nell'ambito dell'assistenza sanitaria è urgente capire che non sono la stessa cosa il cliente, l'utente, il paziente e la persona. Infatti la persona non è una cosa, nemmeno un numero, né solo un consumatore. E' alla luce di questo che la considerazione etica dell'azione e dell'omissione e il suo impatto in bioetica, la causalità degli atti umani e il suo rapporto con l'atto medico e la valutazione morale delle scelte dei medici e del personale sanitario, delle famiglie e degli stessi malati, trovano il suo posto. Oggi in ambito sanitario non è una cosa facile uscire dalla incertezza e dalla confusione, purtroppo tante volte fatale.
La tesi dottorale che presentiamo affronta un atteggiamento che comincia ad insinuarsi in ambito bioetico: l'abbandono terapeutico. Abbandono terapeutico che, dalla nostra prospettiva, non è la semplice sospensione o il non inizio di un trattamento o di una terapia che si considera futile o che è respinta o disertata da un paziente. Non si tratta solo di un errore medico o di un danno medico, frutto, del depistaggio o della fretta e, direttamente per lo meno, involontario. Queste realtà sono già contemplate dai codici deontologici e c'è un'abbondante bibliografìa medica ed una consistente giurisprudenza. L'abbandono terapeutico è l'abbandono volontario di un paziente, non solo di una terapia, alla sua propria fortuna, omettendo un'azione terapeutica dovuta."


L'abbandono terapeutico
di P. Fernando Fabò, L.C.
€12
221 p.; I5xl7cm
(Tesi dottorato - Bioetica, 5)
Ateneo Pontificio Regina Apostolorum

Wednesday, February 28, 2007

Decisioni critiche in Gran Bretagna : manipolazioni, embrioni ibridi, vendita di ovuli

In Gran Bretagna, per sfruttare al meglio il business della genetica, arrivano provvedimenti legislativi che legalizzano pratiche inaccettabili.
Tra gli altri, stanno per autorizzare la creazione di embrioni ibridi uomo-animale, già paventata qualche tempo fa (v. LINK SRM Bioethics).

Precedentemente si era già ipotizzata la creazione di embrioni ibridi uomo-bovino (v. LINK ANSA), e in questi giorni alcuni ricercatori stanno ipotizzando anche embrioni ibridi uomo-coniglio.

Queste povere creature, dopo essere state utilizzate per vari fini di "ricerca scientifica", verranno distrutte.


Radio Vaticana
"Polemiche nel Regno Unito per un possibile disegno di legge sulla manipolazione genetica degli embrioni per ottenere il figlio perfetto"
LINK

"Si accende il dibattito bioetico per la paventata possibilità di legalizzare nel Regno Unito la manipolazione del DNA degli embrioni"
LINK

"Il Regno Unito potrebbe permettere alle donne di vendere i propri ovuli"
LINK


Repubblica
"Embrioni, legge choc di Blair"Sì alle modifiche genetiche"
LINK


Il Resto del Carlino
GRAN BRETAGNA / ANNUNCIO CHOC
Genetica, Blair prepara una legge per manipolare gli embrioni

LINK

Tuesday, February 27, 2007

La ricerca dei “figli perfetti” parte dalla Gran Bretagna

di Mihael Georgiev

Il no di Benedetto XVI al progetto di «legge choc» sulla manipolazione genetica
Lo sviluppo delle biotecnologie pone nuovi e sempre più delicati problemi di bioetica. Gli ultimi in ordine sono esplosi sulla stampa non appena è stato dato l’annuncio di una prossima legge inglese che consentirà – anche se in modo limitato e per soli scopi di ricerca – la manipolazione genetica su embrioni umani. La notizia è stata data in caratteri cubitali con titoli come «Dalla Gran Bretagna primo sì alla manipolazione genetica; Embrioni, legge choc di Blair: Sì alle modifiche genetiche», per citare la Repubblica e il Giornale di domenica 25 febbraio 2007. A questa notizia entrambi i quotidiani hanno abbinato il discorso fatto il giorno precedente da Papa Benedetto XVI durante l’udienza concessa ai membri della Pontificia Accademia per la vita, nel quale il Pontefice ha stigmatizzato «la ricerca biotecnologia più raffinata per instaurare sottili ed estese metodiche di eugenismo approntate per la ricerca ossessiva del ‘figlio perfetto’».
Di cosa si tratta? Nei paesi dove l’aborto è legale, è già possibile fare la diagnosi prenatale di alcune malattie genetiche, ad esempio la sindrome di Down, e poi praticare l’aborto. In altre parole una certa “pulizia genetica”, cioè l’eliminazione dei feti con gravi malformazioni, è legale e operante. Ma la legge sulla manipolazione genetica va oltre, aprendo la strada a qualcosa di nuovo e precisamente al tentativo di “migliorare” il patrimonio genetico umano. Ecco perché il Papa parla di minaccia di eugenismo, opinione condivisa anche da alcuni scienziati britannici che sono contrari al progetto di legge ed auspicano un dibattito pubblico sull’argomento.

Che sia la Gran Bretagna a dare il via alla manipolazione genetica sugli embrioni umani non sorprende più di tanto, dato che l’eugenetica - scienza che mira al miglioramento del patrimonio genetico umano – è stata fondata proprio in Inghilterra, nel 1883, da Sir Francis Galton, primo cugino di Charles Darwin. Anche la prima Società di Eugenetica è nata in Gran Bretagna, nel 1908, mentre la sua sorella americana, la Società Americana di Eugenetica, è nata nel 1926.

L’idea di “migliorare” l’umanità non è rimasta solo oggetto di speculazioni accademiche: a cavallo tra le due guerre mondiali in molti paesi occidentali e in oltre 30 degli stati degli USA, leggi basate sull’eugenetica permettevano la sterilizzazione degli individui ritenuti “inadeguati” e politiche aggressive di aborto e controllo delle nascite per le classi povere. Tale prassi è stata abbandonata solo dopo l’applicazione fatta dal regime nazista di Hitler, che ha squalificato e reso impresentabile l’eugenetica. Ora, grazie allo sviluppo delle tecniche di ingegneria genetica, l’eugenetica ritorna sulla scena, favorita dal fatto che il tempo ha cancellato dalla memoria collettiva 120 anni di storia e pratica di tale scienza.

La rinascita dell’eugenetica pone però delicati problemi etici che invadono la sfera di competenza della Chiesa, ed è su questi che si è pronunciato il Papa. La stessa preoccupazione – anche se non fondata sulla religione – ha espresso anche David King, direttore della britannica Human Genetics Alert. Non è facile immaginare quali embrioni potranno essere manipolati “non a fini procreativi”. Attualmente gli unici embrioni disponibili sono quelli a fini procreativi, delle coppie che chiedono la procreazione assistita. Cosa si intende fare? Far firmare alle coppie una liberatoria per la manipolazione degli embrioni residui, una volta che quelli più fortunati sono diventati bambini con nome e cognome? Un po’ come si fa oggi in ospedale con le trasfusioni di sangue, dove parenti e amici devono donarlo affinché in caso di bisogno il malato possa essere trasfuso? Una simile politica rischierebbe di ostacolare il lavoro di procreazione assistita (che dà risultati pratici ormai consolidati) per favorire la sperimentazione (che ha scopi e risultati poco chiari).

Aspetti etici a parte, quale è la base scientifica e cosa in realtà ci si aspetta dalla manipolazione genetica degli embrioni umani? Storicamente l’eugenetica è un sottoprodotto del darwinismo e molti evoluzionisti, sin dai tempi di Darwin, hanno auspicato il miglioramento genetico della razza umana. L’idea stessa che le forme di vita siano migliorabili può crescere solo sul terreno della concezione evoluzionista. Ma la vita che ci circonda, quella che le scienze naturali – in questo caso la genetica – conoscono, è diversa da quella descritta dalla teoria dell’evoluzione. Ed è per questo che i progetti di migliorare il patrimonio genetico umano, prima di essere moralmente discutibili, sono scientificamente insostenibili. La visione eugenista è frutto di quella evoluzionista ed è considerata - proprio per questo – una «insidiosa illusione» da John Sanford, uno dei maggiori esperti di manipolazione e ingegneria genetica: «È vero che possiamo selezionare praticamente qualsiasi singola caratteristica umana – fare le persone più alte o più basse, con pelle più chiara o più scura, più grasse o più magre. Ma non possiamo efficacemente selezionare persone superiori – cosa che coinvolge migliaia di geni e milioni di nucleotidi.» (Genetic Entropy & The Mystery of the Genome, New York, Ivan Press, 2005, p. 117).

( articolo pubblicato pure sul sito web SRM )

Monday, February 26, 2007

Il Pontefice: Difendiamo la vita, contro i rischi di un'eugenetica discriminatoria

Nel corso dell'udienza per i partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Accademia per la Vita e al Congresso Internazionale "La coscienza cristiana a sostegno del diritto alla vita", Papa Benedetto XVI ha ricordato che "il cristiano è chiamato a mobilitarsi per far fronte ai molteplici attacchi a cui è esposto il diritto alla vita"
Il Pontefice ha sottolineato con rammarico che "nei Paesi più sviluppati cresce l'interesse per la ricerca biotecnologica più raffinata, per instaurare sottili ed estese metodiche di eugenismo fino alla ricerca ossessiva del "figlio perfetto", con la diffusione della procreazione artificiale e di varie forme di diagnosi tendenti ad assicurarne la selezione. Una nuova ondata di eugenetica discriminatoria trova consensi in nome del presunto benessere degli individui e, specie nel mondo economicamente progredito, si promuovono leggi per legalizzare l’eutanasia."
Link ZENIT

Saturday, February 24, 2007

Convegno Le Leggi Ingiuste


L'Associazione Comitato Verità e Vita e il Timone organizzano il convegno:
LE LEGGI INGIUSTE
DIVORZIO, ABORTO, FECONDAZIONE ARTIFICIALE:
quando il diritto positivo contraddice il diritto naturale
Milano, Auditorium di via Pavoni
sabato 3 marzo 2007
ore 9.30

Thursday, February 22, 2007

Convegno Internazionale della Pontificia Accademia per la Vita sull’obiezione di coscienza

La Pontificia Accademia per la Vita organizza un Convegno internazionale che affronterà i temi della Bioetica e dell’obiezione di coscienza per i medici e i ricercatori cattolici.
23 e 24 febbraio 2007

Link
Radio Vaticana
Link PAV

Il paradosso di una società tollerante che non tollera l’obiezione di coscienza

La Pontificia Accademia per la vita organizza un Convegno sull’argomento

E’ il paradosso della nostra società, che definisce sé stessa tollerante, ma “non è disposta a sopportare, non può tollerare l'obiezione di coscienza, poiché questa in qualche maniera sfugge al suo controllo”.

Questa è stata l’amara constatazione del Vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita, Monsignor Jean Laffitte (link
ZENIT), durante la conferenza stampa per la presentazione del prossimo Congresso Internazionale della PAV, il 23 e 24 febbraio 2007, in cui verranno trattati i temi dell’eutanasia, dell’aborto, della ricerca sulle staminali, e verrà affrontata la questione dell’obiezione di coscienza per i medici e i ricercatori cattolici.

Il 20 febbraio, in una intervista a Radio Vaticana (
link), Mons. Elio Sgreccia, Presidente della PAV, ha poi confermato la legittimità dell’obiezione di coscienza per i cattolici, in tutti i casi in cui vi sia incompatibilità appunto tra un atto del proprio ruolo professionale, e la propria coscienza di uomo e di credente.

Tra gli interventi previsti nel Convegno, quelli del Cardinale Lozano Barragan, Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari (per la Pastorale della Salute), che aprirà i lavori, e del Cardinale Ivan Dias, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli.

Link
ZENIT – Mons. Jean Lafitte
Link
Radio Vaticana – Mons. Elio Sgreccia
Link
Cellule Staminali – Convegno PAV

PC - SRM

L’Associazione Anestesisti: non assecondare il malato che chiede di “staccare la spina”

L’Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani (AAROI), che comprende circa 8.500 dei 10.000 anestesisti italiani, prende posizione e chiede agli iscritti di non prestarsi ad atti di eutanasia. Il presidente Vincenzo Carpino: ”Diremo ai nostri iscritti, in maniera ufficiale, di non farlo: di non prestarsi a 'staccare spine' come nel caso di Piergiorgio Welby o come chiede Giovanni Nuvoli”

Link
ADUC

Sunday, February 18, 2007

Giovanni Nuvoli come Welby ?

Un nuovo “Caso Welby” sembra sollevarsi in questi giorni: Giovanni Nuvoli, 53 anni, malato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) come Welby, chiede tramite sua moglie di poter morire. Un altro tragico caso umano, ma anche, per chi utilizza tale vicenda a fini politici, forse un tentativo per fare un ulteriore piccolo passo nel forzare la legislazione verso l’approvazione di pratiche eutanasiche.

Nel frattempo, il Prof. Demetrio Vidili, primario del reparto di rianimazione dell'ospedale Civile Santissima Annunziata di Sassari, dove Nuvoli è ricoverato, si è rifiutato di disattivare la ventilazione artificiale.
La famiglia di Nuvoli si è rivolta alla magistratura, ma il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Sassari, Maria Teresa Lupinu ha prosciolto Vidili: “Non commette violenza privata – questa la motivazione - il medico che si rifiuta di staccare la spina del ventilatore”

Nuvoli lascerà quindi l’ospedale tra pochi giorni, e per lui sembra inevitabile una conclusione analoga a quella di Piergiorgio Welby.

Link
ANSA
Link
Korazym
PC

Saturday, February 17, 2007

Referendum sull’aborto in Portogallo: vincono i si ma senza il quorum

Le posizioni dei vescovi portoghesi e di Acção Família

Il richiamo dei vescovi portoghesi al rispetto della vita
Il referendum sull’aborto che si è svolto in Portogallo domenica 11 febbraio non può essere vincolante, non avendo raggiunto il quorum. Ha votato solo il 43,6% degli aventi diritto; tra questi, il 59,25% aveva votato “sì” all’aborto, mentre il 40,75% aveva espresso il proprio “no”.
Nonostante l’imponenza dell’astensione, il Primo Ministro socialista José Socrates, ha espresso l’intenzione di modificare comunque la legislazione, depenalizzando l’aborto.
I vescovi Portoghesi hanno ribadito il proprio no ad ogni ipotesi di legalizzare l’interruzione di gravidanza, sottolineando come l’aborto sia un peccato mortale.
Acção Família: frenare chi cerca di imporre alla società una nuova morale
Sull’esito del referendum si è espressa nei giorni scorsi anche l’Associazione
Acção Família, ricordando che l’astensione, superiore al 56% degli aventi diritto, renda la consultazione non vincolante dal punto di vista giuridico, e come sia necessario continuare a lottare, per “porre un freno agli stratagemmi di quanti cercano di imporre alla società una nuova morale”.

Acção Família ha anche sottolineato come la campagna politica a favore del “si” sia stata giocata ”sulla doppiezza”, “senza avere il coraggio di spiegare chiaramente all’elettorato” che il “si” comportava “una liberalizzazione dell’aborto fino alla decima settimana - fatto che i sondaggi mostravano poter essere oggetto di un forte rifiuto da parte della popolazione”.
La campagna ha invece “focalizzato l’attenzione solo sull’aspetto, di carattere fortemente emotivo, della penalizzazione delle donne che praticano l’aborto”.

Link ZENIT
PC

Friday, February 16, 2007

La “grammatica morale” alla base della Bioetica

Carlo Valerio Bellieni risponde alle domande di un lettore sulla bioetica e sull’eutanasia
“L’insistenza nel tentativo di mettere all’ordine del giorno sempre più “novità” in campo bioetico ha provocato tra la gente una specie di allergia, ovvero di sensibilità accresciuta e talora fastidiosa al veder sorgere l’ennesimo agguato alla vita umana e alla sua dignità. …“
Link
ZENIT

“Decisioni letali”

Una analisi sull’eutanasia di Padre John Flynn, su Zenit.

“Prosegue, in molti Paesi, il dibattito sul tema dell’eutanasia. Le opinioni si sono divise per mesi in Italia sul caso di Piergiorgio Welby, che è morto il 20 dicembre dopo che gli è stato somministrato un sedativo e gli è stata staccata la spina del respiratore.
Più di recente, John Elliot, affetto da un tumore, è partito dall’Australia alla volta di Zurigo, in Svizzera, per poter porre fine alla propria vita con l’assistenza dell’organizzazione Dignitas. Come spesso accade in questi casi, gli attivisti pro eutanasia hanno fatto leva sul trasporto emotivo, derivante dal caso di un malato terminale sofferente, per promuovere il cosiddetto diritto a morire. …”

Link
ZENIT

Sunday, February 04, 2007

Papa Benedetto XVI: no ad aborto ed eutanasia

Nella ricorrenza della XXIX Giornata per la Vita, oggi il Pontefice, durante l'Angelus, ha riaffermato il proprio no ad aborto ed eutanasia. La vita va tutelata "dal concepimento al suo termine naturale", e sono inaccettabili gli inganni dei casi "gesti pietosi" con cui si cerca di attuare "l'eutanasia, magari mascherandola con un velo di umana pieta"
Il Papa ha particolarmente condannato tutte le ipotesi di eutanasia nei confronti di neonati malformati, che anzi dovrebbero essere aiutati a superare le difficoltà.
"La vita, che e' opera di Dio, - ha proseguito - non va negata ad alcuno, neppure al piu' piccolo e indifeso nascituro, tanto meno quando presenta gravi disabilita".
Il Pontefice ha voluto unirsi "ai vescovi italiani, per rinnovare l'appello, piu' volte lanciato anche dai miei venerati predecessori a tutti gli uomini e le donne di buona volonta', affinche' si mostrino accoglienti verso il grande e misterioso dono della vita".
Link ANSA
Link Zenit

Monday, January 29, 2007

La pillola del giorno dopo: un'analisi su Zenit del suo uso e delle sue implicazioni

Zenit pubblica un articolo di P. John Flynn, che analizza la situazione sull'utilizzo nel mondo della RU486, e sulle sue conseguenze. Inoltre, anzichè diminuire, il numero degli aborti risulta aumentare, e sono ormai accertati rischi per la salute connessi al suo utilizzo.
Link ZENIT

Speciale Bioetica: Eutanasia, le riflessioni del Cardinale Martini suscitano un confronto nella Chiesa Cattolica e qualche critica

Domenica 21 gennaio il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo del Cardinale Carlo Maria Martini, che distinguendo tra eutanasia e astensione dall’accanimento terapeutico, e con riferimento anche al caso Welby, ha espresso il suo auspicio di prossimi interventi legislativi sul tema, possibilmente ispirati alla recente legislazione francese.

L’intervento del Cardinale Martini ha avuto commenti favorevoli in ambiti politici, ma anche alcuni distinguo ed alcune critiche da parte di esponenti cattolici, come ad esempio il Cardinale Ruini e Mons. Sgreccia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, e un commento dell’Associazione Scienza e Vita.
Di seguito riportiamo i links dei principali articoli pubblicati in questi giorni, relativi al dibattito aperto dal Cardinale Martini ed al tema dell’eutanasia in generale.

Links Cardinale Martini
Link Sole24ORE 22.01.07 : “Eutanasia: il Cardinale Martini pensa alla legge francese e apre a nuove riflessioni”
Link ANSA : “Cardinale Martini apre alla legge sull’eutanasia”
Link TGCOM : Martini "difende" il caso Welby. “Distinguere eutanasia e accanimento"

Links Cardinale Ruini
Link ZENIT: “La rinuncia all’accanimento terapeutico non può legittimare forme mascherate di eutanasia”

Links Mons. Sgreccia
Link ZENIT: “Anche omettere le cure è eutanasia”
Link ZENIT: “La secolarizzazione favorisce la mentalità pro-eutanasia”

Links Scienza e Vita
Link ZENIT: “Scienza & Vita”: la normativa francese “non risolve la questione della anticipazione della morte”
Link IMGpress: “Scienza e Vita contro Martini: no a modello francese”

Wednesday, January 24, 2007

Mons. Sgreccia: anche l'omissione delle cure è eutanasia

Monsignor Elio Sgreccia, Presidente del Movimento per la Vita, in un articolo pubblicato sulla prima pagina del “Corriere della Sera”, ha voluto fare alcune precisazioni sul termine eutanasia, ed ha chiarito che per autanasia non si deve intendere la sola "eutanasia attiva"; è eutanasia "anche la ‘omissione’ di una terapia efficace e dovuta, la cui privazione causa intenzionalmente la morte. In questo senso si realizza appunto l’eutanasia omissiva, (non è appropriato chiamarla ‘passiva’, con un termine eticamente debole e neutro)".
Link Zenit

Thursday, January 18, 2007

Un manifesto contro l'eutanasia

Un "Manifesto per il coraggio di vivere e di far vivere", presentato in una conferenza stampa al Senato firmato da undici medici, rappresentanti di ospedali e organizzazioni italiane, fra cui Mario Melazzini, oncologo, Adriano Pessina, bioeticista, e i presidenti dell'associazione 'Scienza e Vita' Maria Luisa Di Pietro e Bruno Dalla Piccola.

"Morire non è un diritto",
ha affermato Melazzini, che come Piergiorgio Welby è affetto da SLA (sclerosi laterale amiotrofica), "morire e' un fatto; la vita e' un diritto e bisogna fare in modo che venga portata avanti con dignità".

Link
ANSA
Link VITA.it

Friday, January 12, 2007

Bioetica: Zenit intervista Padre Alain Mattheeuws

Congelamento degli embrioni, procreazione medicalmente assistita, impianto e adozione di embrioni; questi alcuni degli argomenti dell'intervista effettuata da Zenit a P. Alain Mattheeuws, Docente ordinario all’Istituto di Studi Teologici a Bruxelles.
L'intervista è stata pubblicata in due parti:

Wednesday, January 10, 2007

Dubbi in Svizzera sulla sorte e l'utilizzo degli embrioni concepiti in vitro

La Commissione Bioetica della Conferenza Episcopale dei Vescovi Svizzeri è seriamente preoccupata per la sorte e gli utilizzi degli embrioni concepiti in vitro, in particolare per gli embrioni "soprannumerari", ovvero gli embrioni fertilizzati in più per ogni fecondazione, per garantire la gravidanza anche nell'ipotesi di insuccessi.

Sembra vi siano lacune piuttosto gravi nel censimento degli embrioni; in particolare non si hanno informazioni sulla "provenienza" di cento embrioni per i quali è stata autorizzata la ricerca sulle cellule staminali.

Link ZENIT

Cellule staminali dal liquido amniotico: la soluzione alle staminali embrionali ?

La recente notizia dell'avvenuta sperimentazione, con successo, dell'estrazione, coltivazione ed utilizzo su cavie di cellule staminali isolate dal liquido amniotico, sembra aprire nuove possibilità di ricerca e, forse, di cure.
Si ipotizza poi che possano rendere finalmente superfluo l'utilizzo di staminali embrionali (con le relative obiezioni etiche).
Certamente, se saranno confermate le risultanze positive delle sperimentazioni su queste cellule staminali, che sarebbero, per le loro caratteristiche, pluripotenti (potendo generare potenzialmente ogni tipo di tessuti) ed una sorta di "terza via ibrida" tra le staminali adulte e le embrionali, e se saranno confermate ufficialmente le ipotesi di legittimità etica, si apriranno notevoli ed insperate possibilità per la ricerca e per la terapia delle più differenti patologie.
Sembra infatti che i risultati siano positivi per varie tipologie di tessuti umani (tra cui tessuti adiposi, ossei, muscolari, endoteliali, neuronali ed epatici) e che non si sviluppino teratomi (tumori embrionali, un tipico rischio delle staminali embrionali).
In attesa di ulteriori informazioni, ci sono già dubbi sul "primato" di Paolo De Coppi e Anthony Atala.
Il Biocell Center di Milano, diretto dal Professor Giuseppe Simoni, in un comunicato, ha dichiarato che, pur non contestando il primato e riconoscendo "la positività e la novità degli studi di Paolo De Coppi e Anthony Atala, in quanto riferiti a cellule embrionali" vuole "sottolineare che anche in Lombardia e con percorsi diversi, sono stati ottenuti dei risultati incoraggianti, senza tuttavia nulla togliere al gruppo di ricercatori americani".
Nei prossimi giorni pubblicheremo commenti di esperti di Bioetica dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum su questo tema.

Referendum pro aborto in Portogallo

L'11 febbraio 2007 si svolgerà in Portogallo il referendum sulla depenalizzazione dell'aborto.

Alla domanda “Lei è d’accordo con la depenalizzazione dell'interruzione volontaria della gravidanza se avviene su richiesta della donna, durante le prime dieci settimane di gravidanza, in una struttura sanitaria legalmente autorizzata ?” i portoghesi dovranno rispondere secondo la loro coscienza, legalizzando e legittimando l'aborto nella speriamo lontana ipotesi che dovessero vincere i si.

Il Patriarca di Lisbona, Cardinale Josè Policarpo, ha dichiarato in questi giorni che la legalizzazione dell'aborto non solo è “un provvedimento" che "lede dei principi etici universali”, ma, come possiamo vedere in altri paesi in cui l'interruzione di gravidanza è stata resa legale, "non ha risolto in modo significativo il problema”, ma ha anzi aumentato il numero degli aborti.

Il Cardinal Policarpo ha anche criticato “alcuni cattolici che si vogliono distanziare dalla dottrina della Chiesa” e che affermano che l'interruzione di gravidanza è un “diritto della donna".

Anche Mons. Jorge Ferreira da Costa Ortiga, Presidente della Conferenza Episcopale Portoghese, si era espresso nettamente contro le ipotesi di legalizzazione dell'aborto: "anche se ci tacciano di essere retrogradi rispetto ad altri paesi, siamo positivamente a favore della vita, dal suo concepimento fino alla sua fine".

Fonti:
Link
ZENIT
Link FIDES

Wednesday, January 03, 2007

I rischi di un'etica "relativista": in Ucraina c'è chi commercia con feti e cellule staminali

Sembra che in Ucraina, che attualmente è uno dei luoghi dove si "produce" il maggior numero di cellule staminali, vi sia un vero e proprio commercio di cellule staminali embrionali, prelevate soprattutto da feti abortiti, e che in alcuni casi gli stessi aborti siano stati "favoriti" chimicamente o "incoraggiati", e che si sia arrivati addirittura ad uccidere neonati per garantire la quantità di cellule staminali previste dalle varie "forniture".

Sembrerebbe una leggenda metropolitana, peccato però che la fonte principale di questa notizia sia la BBC, che ha reso disponibile online il video che dimostrerebbe queste "pratiche "aberranti.

Se avremo altre notizie, pubblicheremo maggiori informazioni nei prossimi giorni.

Una simile vicenda, se confermata, oltre a riaprire il dibattito sull'eticità dell'utilizzo di cellule staminali embrionali, pone forse anche la necessità di riaffermare nuovamente il rispetto dei diritti umani basilari.

English links
Link BBC

Links in italiano
Link IL MESSAGGERO
Link NO GLOBAL
Link PEACEREPORTER

PC

Thursday, December 21, 2006

Caso Welby, Consiglio Superiore di Sanità: “Non è accanimento terapeutico”

Dopo la sentenza del Tribunale è arrivato il 20 dicembre il parere del CSS - Consiglio Superiore di Sanità, per il quale nel caso di Piergiorgio Welby non si riscontra un accanimento terapeutico.
Per il CSS, per le motivazioni citate nel documento pubblicato “… nel caso specifico del Signor Piergiorgio Welby, il trattamento sostitutivo della funzione ventilatoria mediante ventilazione meccanica non configuri, allo stato attuale, il profilo dell’accanimento terapeutico.”

Link
documento CSS su Vivere & Morire - ADUC

Monday, December 18, 2006

“Decidere in neonatologia", conclusioni del Convegno

Zenit ha pubblicato le conclusioni del Convegno “Decidere in neonatologia”, che si è svolto lo scorso 7 dicembre presso il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.
Tra i punti fermi espressi nel Convegno, importante quello che definisce come, tranne in casi estremi, non sia possibile formulare alla nascita una prognosi certa.
Link articolo ZENIT

Sunday, December 17, 2006

Codice Deontologico dei Medici: No all'eutanasia

Il nuovo Codice Deontologico dei Medici, presentato a Roma dalla Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo), ribadisce il proprio no all'eutanasia:
"Il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti finalizzati a provocarne la morte" (art. 17)
Il presidete della Fnomceo, Amedeo Bianco, ha ricordato come "il termine eutanasia" evochi "l'immagine di una dolce morte che ha poco a che fare con la realtà che la parola si è trovata a descrivere."
Nel codice si afferma anche la centralità del paziente e della sua tutela, ed i conseguenti obblighi etici di prescrivere farmaci adeguati, prevenire le patologie, evitare errori ed abusi.
Link articolo ANSA
Link articolo YAHOO NOTIZIE